Italie : Liste des acteurs

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 


[ Télécharger le PDF ]

 


NB : Les noms des divers assessorats (du moins en piémont) et des ministères n'est pas fixe, mais il change de législature en législature.



A

 

Aeronautica Militare  www.aeronautica.difesa.it/

 

Si veda CNMCA

 

 

Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.PO)  www.agenziapo.it/

 

Già nel 1806 Eugenio Napoleone aveva istituito un "Magistrato civile per lavori generali che riguardano il grande sistema del Po", mentre a Parma l'Ufficio di Ispezione superiore del Genio Civile per il Po. Dopo l'unità d'Italia, in occasione delle prime grandi piene del secolo, quelle del 1907 e 1917, si sentì l'esigenza di individuare una struttura unica alla quale affidare il coordinamento unitario dell'attività idraulica di tutto il complesso bacino del Po. Nel 1924, infatti, fu istituito il Circolo di Ispezione del Genio Civile per il Po, con sede a Parma, al quale vennero affidati i compiti della vigilanza nei progetti, sulla esecuzione delle opere riguardanti la sistemazione e la regolarizzazione degli alvei e sulla polizia idraulica in tutto il corso del Po e dei suoi affluenti.

 

Il verificarsi della catastrofica alluvione del 1951 determinò l'istituzione del Magistrato per il Po, quale efficace struttura unitaria operante a livello di bacino. La legge istitutiva è del 12 luglio 1956, n. 735 alla quale seguì quella del 18 marzo 1958, n. 240 e quella del 10 ottobre 1962, n. 1484 che lo trasformarono da semplice ufficio di coordinamento in organo di amministrazione attiva con pieni poteri in materia di programmazione, esecuzione e gestione delle opere di difesa dell'intero bacino.

 

Il Magistrato per il Po, già organo decentrato interregionale del Ministero dei Lavori Pubblici, poi organo decentrato interregionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Ambiente e del Territorio, dal gennaio 2003 è Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.PO), in attuazione dell’art. 89 del D.L. 112/1998.

 

Le regioni interessate sono la Regione Piemonte, la Regione Lombardia, la Regione Emilia Romagna e la Regione Veneto. Parallelamente all'attività dell'Agenzia opera l’Autorità di bacino del fiume Po. L'attività di studio e di predisposizione del Piano di Bacino, della programmazione, del coordinamento e del controllo dei relativi Piani Stralcio a livello di sottobacino, per effetto delle nuove norme sulla difesa del suolo (Legge 183/89), costituisce, oggi, l'attività precipua dell'Autorità di Bacino. Nell'ambito della stessa Autorità di Bacino, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po è costantemente impegnata al fianco delle amministrazioni statali (Ambiente e Beni Culturali, Infrastrutture e Trasporti) e locali (Regioni, Province, Comunità Montane, ecc.), che della stessa Autorità fanno parte integrante, in un contesto più ampio, che trascende l'aspetto meramente idraulico delle proprie competenze, con la presenza dei propri dirigenti tecnici nelle diverse Commissioni e Sottocommissioni. Il bacino idrografico tributario del Po si estende per circa 74000 Kmq e, come detto, abbraccia, pressoché interamente, il territorio di quattro regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna più parte del Veneto per quanto riguarda il delta in Provincia di Rovigo), oltre a modeste porzioni delle regioni finitime (Liguria, Toscana e la Provincia Autonoma di Trento), nonché circa 150 Kmq di territorio svizzero. In totale sono interessate 24 province e 3200 comuni. Esso è solcato da 4500 km di corsi d’acqua, con un’estensione di arginature di seconda e terza categoria di 3564 km.  Particolarmente impegnative, soprattutto per l'ormai intensissima antropizzazione dell'intero bacino e per l'aumentata sensibilità delle popolazioni nei riguardi dei problemi connessi alla tutela ambientale e fluviale, sono le funzioni svolte dall'Agenzia in materia di Polizia Idraulica, per il cui espletamento sono in fase di studio nuovi e più aggiornati criteri di gestione e di organizzazione.

 

Strettamente connesse alla gestione delle opere idrauliche e alla Polizia Idraulica sono la direzione ed il coordinamento del Servizio di Piena, che si espleta lungo i tratti del Po e dei suoi affluenti interessati da opere idrauliche di prima e di seconda categoria, i tratti, cioè posti in corrispondenza di confini nazionali e quelli le cui arginature continue sono poste a protezione degli abitati delle opere pubbliche e degli insediamenti più importanti per la collettività, oltrechè sui tratti arginati di terza categoria di una certa rilevanza.

 

Le principali attività consistono nella progettazione ed esecuzione degli interventi sulle opere idrauliche di prima, seconda e terza categoria, di cui al Testo Unico n. 523/1904, sull’intero bacino del Po; nonché nei compiti Polizia Idraulica e Servizio di Piena sulle opere idrauliche di prima, seconda (R.D. 2669/1937) e terza categoria arginata (art. 4 comma 10ter Legge 677/1996). Dette attività sono espletate dal personale idraulico lungo tutti i tratti arginati che ammontano a 3564 km, suddivisi in 94 tronchi di custodia (Ufficiali Idraulici) e 220 tronchi di guardia (Sorveglianti Idraulici).

 

Le problematiche connesse con la stabilità arginale e la tutela delle opere idrauliche erano già note in tempi remoti mentre gli interventi ed i servizi di tutela, pur già esistenti, vennero sistematizzati su tutta l’asta praticamente dall’unità d’Italia con l’istituzione degli uffici provinciali del Genio Civile, ed in seguito con l’emanazione del R.D. 25 luglio 1904 n.523: “Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie”, e del R.D. 9 dicembre 1937 n.2669: “Regolamento sulla tutela delle opere idrauliche di prima e seconda categoria e delle opere di bonifica”.

 

Tali disposizioni di legge, tuttora vigenti seppure con qualche integrazione e modifica, hanno regolato e regolano tuttora l’attività di Polizia Idraulica e Servizio di Piena. In particolare il R.D. 523/1904 all’art. 96 prende in esame e regolamenta tutte le attività che possono arrecare danni alle arginature.

 

Il corpo normativo relativo alle materie di cui si occupa, a vario titolo, la struttura operativa dell'Agenzia Interregionale per il fiume Po, si è via via arricchito nel corso degli anni, in particolare vale la pena di citare le più recenti: per quanto riguarda la difesa del suolo la L. 18.05.1989 n.183: “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”, la Protezione Civile la L. 24.02.1992 n.225 “Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”, le acque pubbliche e il demanio fluviale e lacuale la L. 5.01.1994 n. 36: “Disposizioni in materia di risorse idriche” e la L. 5.01.1994 n. 37: “Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti , dei laghi e delle altre acque pubbliche”.

 

Risulta di particolare importanza per l’attività istituzionale la legge 183/89 sulla difesa del suolo, con la quale vennero istituite le Autorità di Bacino, grazie alla quale sono state emanate importanti normative quali il “Piano Stralcio delle Fasce Fluviali” (P.S.F.F., 1995), in cui per la prima volta è stata introdotta, a livello di bacino, la suddivisione delle pertinenze fluviali in fasce aventi diverso grado di interesse da parte dei fenomeni di deflusso: fascia A o di deflusso della piena ordinaria, fascia B o di esondazione per la piena di riferimento (Tr= 200 anni), fascia C o inondazione per piena catastrofica (Tr= 500 anni). Fatto ancor più significativo, all’interno di tali fasce sono state normate le attività ammesse e vietate, mettendo quindi definitivamente un freno alle pericolose intromissioni urbanistiche negli ambiti di pertinenza fluviale ed alle attività antropiche che spesso, nel recente passato, hanno messo a rischio l’equilibrio dei corsi d’acqua.

 

Le attività iniziate col P.S.F.F. sono proseguite col Piano per l’Assetto Idrogeologico” (P.A.I., 2001) che, inglobando i contenuti dei precedenti piani stralcio (fra cui il PS45 redatto in conseguenza degli eventi alluvionali del novembre ‘94), ha preso organicamente in esame tutte le varie situazioni di criticità idrogeologica del bacino.

 

Per quanto riguarda il reticolo idrografico relativo ai corsi d’acqua principali (interessati dalle fasce fluviali), il progetto di assetto idraulico per la messa in sicurezza, una volta analizzate le situazioni di dissesto in atto, è proseguito determinando dapprima la portata di riferimento (Tr=200 anni), studiando quindi la risposta idraulica della rete fluviale ed ipotizzando l’assetto di progetto sulle aste principali del bacino. La complessità ed interdipendenza delle normative suddette, con le quali il personale in servizio si deve quotidianamente confrontare, fa sì che la specializzazione dello stesso sia ormai divenuta una esigenza fondamentale per il corretto svolgimento dei compiti istituzionali.

 

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po è organizzata in una Sede Centrale e dodici Uffici Periferici sparsi sul territorio.

 

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po è così composta:

Direzione

·                     Area amministrativa

·                     Ufficio contratti

·                     Ufficio legale

·                     Settore personale e organizzazione

·                     Settore bilancio

·                     Settore contabilità e ragioneria

·                     Uffici tecnici dirigenziali d'area idrografica regionale

·                     Po piemontese

·                     Po lombardo

·                     Po emiliano

·                     Po veneto

·                     Uffici tecnici dirigenziali periferici

·                     Alessandria e Torino

·                     Cremona Mantova Milano e Pavia

·                     Reggio Emilia Parma e Piacenza

·                     Modena e Ferrara

·                     Rovigo

·                     Ufficio tecnico programmazione e pianificazione di bacino, servizio piena e polizia idraulica

·                     Verifiche di compatibilità strumenti di pianificazione

·                     Servizio di piena stima e misura delle grandezze idrologiche

·                     Polizia idraulica

·                     Ufficio programmazione

·                     Ufficio tecnico progettazione regolamentazione tecnica studi ricerche e laboratorio geotecnico e idraulico

·                     Ufficio regolamentazione tecnica

·                     Ufficio gestione laboratorio

·                     Ufficio organizzazione del comitato tecnico di consultazione

·                     Ufficio patrimonio sicurezza e manutenzione sistemi informativi CED espropri e concessioni

·                     Reparto economato e consegnatario

·                     Centralino

·                     Portierato e custodia

·                     Ufficio espropri e istruttoria concessioni

·                     CED e sistemi informativi

 

 

Agenzia Regionale delle Strade ARES  www.ares.piemonte.it/

 

E’ un ente pubblico strumentale della Regione Piemonte, istituito con L.R. 6 agosto 2001 n. 19, che realizza interventi sulle reti stradali del demanio Regionale e fornisce supporto tecnico ad altri Enti Pubblici.

 

L'ARES Piemonte esercita le funzioni di attuazione della programmazione sulla rete stradale regionale trasferita e di coordinamento tecnico e amministrativo della gestione delle strade demaniali regionali provvedendo:

·        alla progettazione di nuove opere direttamente o mediante gare pubbliche o con convenzioni di incarico alle province;

·        alla costruzione di nuove opere mediante appalti pubblici;

·        alla proposta dei criteri, delle modalita' e dei parametri prestazionali per la manutenzione ordinaria, straordinaria e programmata, oggetto di apposite convenzioni con le province nonche' alla relativa vigilanza sugli adempimenti definiti;

·        alla realizzazione ed all'aggiornamento del catasto delle strade di interesse regionale.

 

L’agenzia è organizzata nelle seguenti aree funzionali:

·        Direzione Generale

·        Area Amministrativa

·        Area Tecnica

 

 

Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT)  www.apat.gov.it/site/it-IT/

 

Istituita dall'art.38 del D.L.gvo n. 300 del 30.7.1999, svolge i compiti e le attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo, e nasce dalla fusione tra l'Agenzia nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) ed il Dipartimento per i Servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo il dettato normativo contenuto nel D.P.R. 207, 8.8.2002.

L'APAT ha autonomia tecnico-scientifica e finanziaria, ed è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al controllo della Corte dei Conti. 

 

L'APAT opera sulla base di un programma triennale, aggiornato annualmente, che determina obiettivi, priorità e risorse, in attuazione delle direttive del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nei settori di propria competenza, l'APAT svolge attività di collaborazione, consulenza, servizio e supporto alle altre pubbliche Amministrazioni, definite con apposite convenzioni.

 

Sono Organi dell'APAT il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Revisori e il Direttore generale.

 

La struttura dell'APAT si articola in Dipartimenti e Servizi interdipartimentali.

 

Il Direttore Generale è responsabile dell'organizzazione dell'Agenzia, cura i rapporti con le istituzioni, ed in particolare con l'Agenzia Europea per l'Ambiente, ed è coadiuvato da un Comitato composto da quattro membri (due designati dal Ministro per l'Ambiente e due dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano).

 

Al fine di promuovere lo sviluppo coordinato del sistema nazionale dei controlli in materia ambientale è inoltre istituito, presso l'Agenzia, un Consiglio federale, presieduto dal Direttore Generale dell'APAT e composto dai legali rappresentanti delle ARPA/APPA, con la partecipazione di un delegato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni.

 

 

 

Agenzia Regionale per l’ambiente ARPA Piemonte  www.arpa.piemonte.it/

 

Sul sito di Arpa Piemonte sono disponibili e seguenti servizi on line

·         Bollettini

·         Distribuzione dati

·         Meteorologia

·         Rapporti d'Evento

·         Sistema Informativo Geografico

Banca Dati Geologica

 

 

Arpa Piemonte esercita attività di controllo, di supporto e di consulenza tecnico scientifica e altre attività utili alla Regione, alle Province, ai Comuni singoli e associati, nonché alle Aziende Sanitarie del Piemonte per lo svolgimento dei compiti loro attribuiti dalla legge nel campo della prevenzione e tutela ambientale.

Prevenzione dei rischi di origine antropica

Prevenzione e previsione dei rischi di origine naturale

Controllo finalizzato alla verifica di conformità

Attività di interesse sanitario

Informazioni di carattere ambientale

 

Struttura organizzativa di Arpa Piemonte

 

L'organizzazione di Arpa Piemonte nasce dall'esigenza di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni di un ambiente di riferimento in continua evoluzione, sia per quanto concerne gli eventi ambientali sia per la normativa di riferimento. Il modello organizzativo è a matrice, in modo da integrare la flessibilità di Strutture complesse specializzate per area geografica, riconducibili al modello divisionale, con la capacità di integrazione delle Aree funzionali, riconducibili, in quanto strutture centrali specializzate per prodotto o funzione, al modello funzionale.

 

L'architettura strutturale complessiva di Arpa Piemonte prevede, oltre alle strutture di line inserite nella matrice, Centri regionali di rilevanza strategica esterni alla matrice. All'esterno della matrice si collocano anche gli Uffici amministrativi e le Strutture in staff alla Direzione Generale, in quanto strutture finalizzate alla realizzazione di processi di direzione o di supporto. La funzionalità di Arpa Piemonte è ottimizzata attraverso sistemi organizzativi che orientano le attività al perseguimento delle sue politiche e piani strategici.

 

La realizzazione avviene attraverso il diretto coinvolgimento dei Dirigenti con presa in carico delle responsabilità di processo e di prodotto e conseguente soddisfazione del cliente. Questo si concretizza per mezzo del sistema di valutazione e controllo strategico che indirizza con continuità le attività alle scelte strategiche direzionali, favorendo, nello stesso tempo, la realizzazione di azioni di miglioramento.

·         Direzione generale

·         Dipartimenti provinciali

·         Strutture per la prevenzione del rischio geologico

·         Aree delle attività regionali

·         Centri regionali

·         Strutture di supporto

 

 

Seguendo la suddivisione per aree tematiche si descrivono ora in breve le attività di rilevo eseguite da Arpa Piemonte:

 

 

Area tematica: Ambiente e clima - Centro Funzionale

 

www.arpa.piemonte.it/index.php?module=ContentExpress&func=display&btitle=CE&mid=&ceid=409

 

La gestione delle emergenze ambientali  richiede una efficiente integrazione tra tutte le forze di protezione civile impiegate da una parte nella previsione e conoscenza dei fenomeni, dall'altra nel porre in essere le azioni di contrasto ed emergenza; a questa esigenza ha cercato di rispondere iI nuovo sistema di allerta nazionale nato nel quadro  della legge n. 183/1989 sulla difesa del suolo, e della legge n. 225/1992 che istituisce la protezione civile. Gli indirizzi operativi  per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale, adottati con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, prevedono che la gestione del sistema di allertamento sia assicurata dal Dipartimento della protezione civile, dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso la rete dei Centri Funzionali, nonché dalle strutture regionali ed i centri di competenza chiamati a concorrere funzionalmente ed operativamente.La rete dei Centri Funzionali opera secondo criteri, metodi, standard e procedure comuni ed è componente del Servizio nazionale della protezione civile. Compito della rete dei Centri Funzionali è quello di far confluire, concentrare ed integrare tra loro:

- i dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l'osservazione della terra;

- i dati territoriali, geologici e geomorfologici;

- le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche.

 

La finalità di tale compito è di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dell'anno e, se il caso, su tutto l'arco delle 24 ore giornaliere che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti chiamate al contrasto delle emergenze ambientali, nonché assolva alle necessità operative dei sistemi di protezione civile.Per la Regione Piemonte, le competenze del centro funzionale sono attribuite all'ARPA Piemonte dalla legge regionale del Piemonte n° 28 del 20 novembre 2002. Il Centro Funzionale del Piemonte, è l'evoluzione della Sala Situazione Rischi Naturali che assolveva dal 1996 ai compiti di sorveglianza per i rischio idrogeologico del territorio regionale.  Tale centro, è presidiato 365 giorni all'anno con:

- personale tecnico-operativo che opera su turni con una copertura oraria di 18 ore (su tutto l'arco temporale dell'anno) secondo procedure definite e di 24 ore in caso di allertamento;

- servizio di reperibilità delle funzioni di supporto tecnico e logistico (supporto sistemistico, rete dati, telefonia, ect.);

- adozione di soluzioni tecniche, relative a cablaggi ed alimentazione elettrica, adeguate alle problematiche di robustezza ed affidabilità del servizio;

- procedure ed apparecchiature informatiche avanzate in grado di presidiare e contribuire alla realizzazione di ogni fase del processo;

 

Presso il Centro Funzionale è garantita la presenza di esperti di dominio  raggruppati in specifici gruppi funzionali (geologia, meteorologia, idrologia, nivologia) in grado di supportare l'interpretazione dei dati e le conseguenti decisioni operative.Le attività del Centro Funzionale si dividono in una fase di previsione e una di monitoraggio. La fase previsionale, riguarda la valutazione della situazione meteorologica, nivologica,  idrologica, idraulica e geologica attesa attraverso l'interpretazione delle simulazioni dei modelli numerici, nonché degli effetti che tale situazione può determinare per l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente; si articola nei seguenti passi:

- il primo è relativo alla previsione degli eventi meteorologici (vento, pioggia, neve, gelo, etc')

- il secondo è relativo alla previsione del rischio residuo atteso e degli effetti che il manifestarsi di tali eventi determinerebbe sul dominio territoriale attribuito a ciascun Centro Funzionale

- il terzo è relativa alla valutazione del livello di criticità, ottenuto confrontando le previsioni elaborate con i valori previsti dalle soglie adottate.

Le fasi di monitoraggio ha lo scopo di fornire informazioni che consentano tramite la trasmissione, la raccolta e la concentrazione nei Centri Funzionali di protezione civile di dati rilevati per diverse finalità da sensori di diversa natura, sia di formulare e/o di confermare lo scenario previsto, sia di aggiornarlo a seguito dell'evoluzione dell'evento in corso; si possono distinguere in:

- osservazione qualitativa e quantitativa diretta e strumentale dell'evento meteoidrologico ed idrogeologico in atto;

- previsione a breve dei relativi effetti (now casting meteorologico, o modelli al suolo inizializzati da misure).

 

Il Centro Funzionale si occupa dell’emissione dei seguenti bollettini (disponibili per qualunque utente sul sito):

 

Bollettino vigilanza meteorologica

Viene emesso dal Centro Funzionale tutti i giorni alle ore 13 e contiene la previsione dei fenomeni meteorologici per il pomeriggio e per i due giorni successivi a quello di riferimento. La previsione è differenziata per zone di allerta. Il Bollettino segnala le condizioni meteorologiche avverse tramite icone nere che annunciano la previsione di un fenomeno particolarmente intenso. Il Bollettino di Vigilanza Meteorologica fa parte del Sistema di Allerta regolamentato dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004 'Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile', pubblicata sul supplemento della Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2004, e dal 'Disciplinare per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento regionale ai fini di protezione civile', approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 37-15176 del 23 marzo 2005 e pubblicato sul supplemento ordinario n. 2 del Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 21 del 26 maggio 2005.

 

Bollettino meteorologico

Viene emesso tutti i giorni dell'anno, festivi inclusi, entro le ore 14.00 dal Servizio di Previsione Meteorologica operativo presso il Centro Funzionale con aggiornamenti straordinari in caso di necessità; contiene informazioni sulla situazione meteorologica generale, riferita particolarmente alle masse d'aria europeo-atlantiche responsabili dei principali fenomeni di maltempo sulla Regione, e sulla sua evoluzione nei tre giorni successivi;

 

Bollettino Valanghe

Viene emesso nel periodo invernale (da dicembre a maggio) il lunedì, il mercoledì ed il venerdì alle ore 13.00, salvo emissioni straordinarie in caso di condizioni nivometeorologiche di particolare criticità.

E' redatto secondo la metodologia adottata da AINEVA (Associazione Interregionale per lo studio della Neve e delle Valanghe); l'elaborazione si basa sull'analisi di dati nivometrici e meteorologici misurati quotidianamente, su valutazioni delle caratteristiche fisiche interne del manto nevoso e della distribuzione della copertura nevosa.La previsione del grado di pericolo valanghe è effettuata anche sulla base della previsione meteorologica a medio termine.

 

Bollettino idrologico di sintesi

Viene emesso dal lunedì al venerdì un bollettino contenente i dati di sintesi dalle stazioni più significative della rete di monitoraggio meteoidrografica al fine di fornire un costante aggiornamento sul quadro idrologico regionale. Il documento riporta il livello idrometrico massimo minimo e medio della giornata precedente rilevato dalla stazione di misura ed i corrispondenti valori di portata transitata;

 

Bollettino idrologico mensile

Viene emesso all'inizio di ogni mese e fornisce un costante aggiornamento sul quadro idrologico regionale e sulla disponibilità delle risorse idriche. Il bollettino riguarda tutto il territorio regionale e riporta analisi svolte a scala di bacino relativamente alle precipitazioni e alla copertura nevosa.Riassume inoltre lo stato dei principali invasi artificiali del Verbano e l'andamento delle portate dei principali corsi d'acqua.

 

Bollettino idrologico settimanale

Viene emesso il lunedì nel solo periodo tardo primaverile ed estivo nel caso sia necessario aggiornare il bollettino idrologico mensile. È valido per l'intera settimana e fornisce un costante aggiornamento del quadro idrologico regionale e della previsione di pioggia. Il bollettino riguarda tutto il territorio regionale e riporta le precipitazioni e la copertura nevosa a scala di bacino. Contiene inoltre informazioni riguardanti la previsione meteorologica di precipitazione per le successive due settimane.

 

 

Area tematica: Ambiente e climaServizio meteo

 

Il Servizio Meteorologico Regionale operante presso Arpa Piemonte è strutturato sia per il monitoraggio dei fenomeni meteorologici significativi e per la previsione a brevissimo termine della loro evoluzione (nowcasting), sia per la previsione meteorologica a breve (fino a 2-3 giorni) e medio (fino ad una settimana) termine. L'attività è focalizzata sul territorio regionale e si avvale di strumenti e prodotti diversi in funzione della scadenza della previsione. 

 

La sezione rende accessibili informazioni rilevate dal sistema di monitoraggio ambientale regionale, gestito da Arpa Piemonte.

 

Nella sezione sono disponibili le previsioni meteorologiche aggiornate tutti i giorni dell'anno alle ore 14.

 

Nella sezione sono disponibili le informazioni sul manto nevoso.

 

Nella sezione sono presenti i link ai Servizi che Arpa Piemonte eroga attraverso i portali di altri enti.

 

Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n° 112 istituisce il Servizio Meteorologico Nazionale Distribuito, costituito dagli organi statali competenti e dai servizi meteorologici delle Regioni per lo svolgimento, con autonomia scientifica, tecnica ed amministrativa, dei compiti tecnico-scientifici ed operativi nel campo della meteorologia. In tale contesto trova una definitiva legittimazione l'attivazione, avviata ben prima della emanazione del Decreto, di un servizio operativo di previsione meteorologica e di analisi e monitoraggio degli eventi che interessano la regione. L'attività è focalizzata sul territorio regionale e si avvale di strumenti e prodotti diversi in funzione della scadenza della previsione. Il servizio è progettato:

- per il monitoraggio dei fenomeni meteorologici significativi e la previsione a brevissimo termine della loro evoluzione (nowcasting). Strumenti operativi di primaria importanza per questo tipo di previsioni sono il radar meteorologico e il satellite;  

- per la previsione meteorologica a breve (fino a 2-3 giorni) e medio (fino ad una settimana) termine. In questo caso la previsione è supportata da modelli numerici. Si tratta sostanzialmente di programmi di calcolo molto sofisticati, che, partendo da tutte le osservazioni disponibili ad un dato istante (ora di inizializzazione), calcolano l'evoluzione futura di tutti i parametri atmosferici per l'intera superficie terrestre (GCM, modelli di circolazione generale) o per una sua parte (LAM, modelli ad area limitata). La natura caotica dell'atmosfera, insieme alla presenza di errori e alla mancanza di una definizione sufficiente, impongono un lavoro di interpretazione e validazione, ai fini del quale risulta molto utile confrontare le elaborazioni di diversi modelli.

 

La previsione meteorologica emessa viene differenziata su due livelli principali, a seconda del tipo di utenza a cui si rivolge:

- una previsione quantitativa, legata alla valutazione delle condizioni di allerta;

- un previsione qualitativa destinata ad una diffusione pubblica più ampia.

 

Il servizio di assistenza meteorologica verifica sistematicamente la qualità delle informazioni emesse, sviluppa prodotti specifici per diverse esigenze: Idrologiche, Qualità dell'aria, Nivologiche, Frane e allertamento per le ondate di calore ed aggiorna continuamente i propri strumenti e le metodologie che utilizza per la formulazione della previsione secondo gli sviluppi più recenti in questo campo. Il servizio inoltre, utilizzando le proprie strumentazioni e risorse, è chiamato a svolgere specifiche attività di assistenza meteorologica a supporto di eventi o manifestazioni che si svolgono sul territorio regionale. Arpa Piemonte partecipa inoltre allo sviluppo di un modello ad area limitata di nuova generazione (non idrostatico) e ad altissima risoluzione, in collaborazione con le altre strutture dell'ARPA EMR della Regione Emilia Romagna, del Servizio Meteorologico Nazionale Distribuito e con i Servizi Meteorologici di Germania, Svizzera, Grecia e Polonia.

 

 

Area tematica: Geologia e dissestoCentro Regionale per le Ricerche Territoriali e geologiche

 

Arpa Piemonte, attraverso il Centro Regionale per le Ricerche Territoriali e Geologiche, si occupa, in particolare, della geologia dei diversi ambiti geografici che costituiscono la regione piemontese: composizione litologica, assetto geologico-strutturale, geomorfologia  ed in modo specifico i processi di modellamento naturale che agiscono sul territorio, attraverso l'attività fluvio-torrentizia e i fenomeni franosi.

 

I processi di modellamento naturale sono costantemente attivi sul territorio e si manifestano attraverso pulsazioni più o meno intense che ne modificano, progressivamente, la morfologia. I processi di modellamento naturale diventano facilmente apprezzabili da parte di tutti soltanto quando interferiscono violentemente con le attività antropiche. In tale occasione essi vengono percepiti, unitamente agli effetti che producono, come dissesto. E' d'uso comune, in questi casi, l'espressione dissesto idrogeologico.

 

La difesa da questi processi, cioè la tutela della pubblica incolumità e delle risorse ambientali e antropiche, deve essere fondata su un quadro di conoscenza che ponga in evidenza non solo i fenomeni in atto, ma fornisca anche gli elementi necessari ad una previsione di quelli potenziali.

 

Un ulteriore apporto per impostare un corretto uso del territorio viene fornito dal controllo nel tempo di quei fenomeni naturali, attivi o potenziali, che sono valutati come particolarmente significativi.

 

Arpa Piemonte promuove attività sul fronte:

- della conoscenza

- della previsione

- del controllo

fornendo elementi e strumenti utili per le attività di prevenzione.

 

Sul sito di Arpa Piemonte è disponibile alla seguente pagina:

www.arpa.piemonte.it/index.php?module=ContentExpress&file=index&func=display&ceid=356&meid=208

la documentazione prodotta dalla Struttura regionale, confluita in Arpa Piemonte con Legge Regionale del 20 novembre 2002, n. 28, e più recentemente dal Centro Regionale per le Ricerche Territoriali e Geologiche di Arpa Piemonte.

Sono presenti:

Testi Pubblicati

Quaderni - Collana informativa tecnico scientifica

Rapporti d'evento

Schede e legende

·         Scheda di rilevamento conoidi e Scheda di rilevamento tributari

·         Scheda IFFI

Brochure

·         Brochure istituzionale di Arpa Piemonte

·         Progetto IFFI Inventario Fenomeni Franosi in Italia - L'Esperienza in Piemonte 

Cartografia

Processi di instabilità naturale e danni indotti in Provincia di Torino

 

L’Arpa Piemonte ha partecipato ai seguenti progetti relativi alla difesa del suolo:

Progetti Nazionali

- Progetto IFFI ' Inventario Fenomeni Franosi in Italia

- Progetto CARG - Carta Geologica d'Italia alla scala 1:50.000

 

Progetti Europei

- Programma INTERREG III B Spazio Alpino  (Fondi Strutturali UE 2000-2006) Progetto ALPS GPS Quakenet - Alpine Integrated GPS Network Real-Time Monitoring and Master Model for Continental Deformation and Earthquake Hazard

- Programma INTERREG III A Italia ' Francia

- Programma INTERREG III B Medocc  (Fondi Strutturali UE 2000-2006)

- Progetto DAMAGE ' Dévelopement d'Actions pour le Marketing et la Gestion post-évènements

- Programma INTERREG III B Spazio Alpino  (Fondi Strutturali UE 2000-2006) Progetto CATCHRISK - Mitigation of hydro-geological risk in Alpine Catchments

- V Programma Quadro Progetto IMIRILAND - Impact of Large Landslide in Mountain Environment: Identification and Mitigation of Risk

- INTERREG II Italia ' Svizzera 1994-99. Collegamento delle reti di rilevamento e condivisione delle esperienze e delle conoscenze per la gestione del rischio idrogeologico

- INTERREG II C Italia ' Francia. Gestione del territorio e prevenzione delle inondazioni. Descrizione dei principali eventi alluvionali del Piemonte, della Liguria e della Spagna nord orientale

- INTERREG II C ' 'Falaises' Mediterraneo Occidentale ed Alpi Latine. Prevenzione dei fenomeni di instabilita' delle pareti rocciose

- INTERREG I ' Italia ' Francia. Rischi generati da grandi movimenti franosi

 

In particolare si riporta quanto relativo al Progetto IFFI  Inventario Fenomeni Franosi in Italia, promosso dal Comitato dei Ministri per la Difesa del Suolo (ex Legge 183/89) con l'obiettivo di accrescere la conoscenza in tale ambito sull'intero territorio nazionale. Tale iniziativa riveste un ruolo fondamentale in quanto contribuisce a rendere omogenee le basi dati pregresse sullo stato del dissesto, permettendo inoltre un corretto utilizzo delle risorse disponibili per una migliore valutazione delle situazioni di rischio.

Per il territorio piemontese il progetto è stato realizzato da Arpa Piemonte  con la partecipazione di vari soggetti istituzionali: le Province (con le quali sono stati stipulati specifici Protocolli d'Intesa), il CNR e le Università di Torino, Milano e Pisa, coinvolti nelle attività di rilevamento legate al Progetto di Cartografia Geologica - CARG.

Tutte le informazioni rilevate sono state raccolte in un sistema informativo appositamente sviluppato dall'APAT. Il sistema è costituito da un applicativo per l'archiviazione delle informazioni alfanumeriche tratte dalle schede frane, collegato ad un dataset di strati informativi per la gestione delle informazioni geografiche in ambiente GIS.

 

La scheda frane è strutturata in tre diversi livelli di approfondimento: al 1° livello sono raccolte le principali informazioni, provenienti da indagini speditive di tipo fotointerpretativo e/o da documenti storico-archivistici, quali: tipologia di movimento, stato di attività, metodo di rilevamento, fonti ed eventuali danni. Le schede di 2° e 3° livello raccolgono numerosi elementi relativi ai fenomeni franosi che ne permettono una più approfondita ed esauriente descrizione. La rappresentazione e la digitalizzazione dei fenomeni franosi è stata fatta sulla base della Carta Tecnica Regionale - scala 1:10.000.

Nell'ambito dei due anni di attività del progetto (2002-2003)sul territorio piemontese sono stati rilevati circa 34.000 fenomeni franosi. Per 300 di questi si è raggiunto un grado di approfondimento delle conoscenze che ha permesso di compilare le schede di rilevamento al 2° o al 3° livello. Per tutti gli altri fenomeni sono state raccolte le principali informazioni necessarie per la compilazione al 1° livello.

Le informazioni raccolte nell'ambito del progetto sono disponibili nella sezione Processi di versante nel Sistema Informativo Geografico on line:

www.apat.gov.it/site/it-IT/progetti/IFFI

 

 

Area tematica: Geologia e dissestoSistema Informativo Geologico (SIGeo)

 

Il Sistema Informativo Geologico è parte integrante del programma di prevenzione e previsione del rischio di origine naturale che Arpa Piemonte promuove al fine di un'equilibrata pianificazione dell'attività antropica ed una concreta azione di salvaguardia del territorio.

 

Il Sistema Informativo Geologico è logicamente strutturato in più componenti specialistiche fra loro integrate:

·         Sottosistema Fonti e Documentazione: raccoglie informazioni tratte da studi sul territorio regionale (articoli di giornale, archivi storici, pubblicazioni scientifiche, documentazione tecnica, ecc.)

·         Sottosistema Processi Effetti: gestisce le informazioni sui processi di versante, fluviali, torrentizi che interessano o hanno interessato il territorio piemontese.

·         Sottosistema Geotecnica: raccoglie dati sulla caratterizzazione fisico-meccanica di rocce e terreni

·         Sottosistema Monitoraggio Fenomeni Franosi: raccoglie le caratteristiche strumentali e i dati di misura di ogni strumento (1500 in totale) della rete regionale di controllo (circa 300 siti)

 

Con il Progetto CARG - Cartografia Geologica e Geotematica d'Italia alla scala 1:50.000 è stata inoltre realizzata una specifica banca dati che raccoglie le informazioni geologiche derivanti dal rilevamento dei fogli alla scala 1:50.000, oggetto di specifiche convezioni ed accordi di programma. La base dati relativa ai fogli nn. 153-Bardonecchia e 154-Susa è attualmente consultabile ed interrogabile in una forma semplificata nella sezione Sistema Informativo Geografico on line.

 

L'impiego di tecnologie GIS (Geographic Information System) consente la gestione complessiva dei dati provenienti dai diversi sottosistemi, garantendo l'integrazione delle informazioni alfanumeriche ed iconografiche di ciascuna sezione con le informazioni geografiche.

 

Il Sistema Informativo Geografico di Arpa Piemonte è finalizzato a garantire la gestione, analisi, elaborazione e diffusione delle informazioni ambientali geografiche di interesse trasversale per tutte le funzioni dell’Agenzia.

In questa sezione del sito è possibile accedere al patrimonio informativo gestito attraverso Servizi Informativi di tipo WebGIS che consentono:

§          accesso ai dati geografici attraverso funzionalità base GIS di consultazione, analisi, ricerca, di facile utilizzo.

§          download di dati (ove previsto)

§          stampa di cartogrammi di sintesi

§          consultazione della Metadocumentazione dei Servizi Informativi e dei singoli dati al fine di fornire gli elementi fondamentali per un corretto utilizzo delle funzionalità e delle informazioni presentate.

 

La sezione del Sistema Informativo Geografico On line è in continua evoluzione attraverso l'aggiornamento dei dati divulgati e l'integrazione di nuovi servizi informativi per le tematiche ambientali di competenza dell'Agenzia.

 

Molti dei servizi informativi pubblicati in questa sezione sono parte integrante del più ampio Catalogo delle Informazioni Ambientali coordinato da Regione Piemonte nell’ambito del portale dell’ambiente e del PFR – Punto Focale Regionale.

Fanno parte dei servizi disponibili:

Geologia e processi di dissesto

§                - Processi di versante

§                - Processi fluvio-torrentizi

§                - Banca Dati Geotecnica

§                - Geologia

§                - Sismica

 

 

Area tematica: Geologia e dissestoI terremoti

 

Il territorio regionale piemontese è circondato a N, ad W e a S dal sistema alpino occidentale, catena collisionale originatasi a partire dal Cretaceo per lo scontro fra le placca Europea ed Adriatica; il contesto tettonico ed i regimi geodinamici tutt'ora attivi portano la regione ad essere interessata da una sensibile attività sismica, generalmente modesta come intensità, ma notevole come frequenza. I terremoti si manifestano principalmente lungo due direttrici che riflettono chiaramente l'assetto tettonico regionale essendo quasi coincidenti, entro un ragionevole margine di distribuzione, l'uno con il fronte Pennidico e l'altro con il limite fra le unità pennidiche e la pianura padana.


Osservando infatti la localizzazione degli epicentri dei terremoti registrati dalla rete sismica si nota chiaramente una distribuzione dispersa lungo due direttrici principali:

- una segue la direzione dell'Arco Alpino occidentale nella sua parte interna, in corrispondenza del massimo gradiente orizzontale della gravità;

- l'altra più dispersa segue l'allineamento dei massicci cristallini esterni in corrispondenza del minimo gravimetrico delle alpi Occidentali francesi.

 

Le due direttrici convergono nella zona del Cuneese, per riaprirsi a ventaglio verso la costa interessando il Nizzardo e l'Imperiese.

 

A seguito dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante 'Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica', è stata introdotta una nuova  classificazione sismica del territorio nazionale articolata in 4 zone, le prime tre delle quali corrispondono dal punto di vista della relazione con gli adempimenti previsti dalla Legge 64/74 alle zone di sismicità alta (S=12), media (S=9) e bassa (S=6), mentre per la zona 4, di nuova introduzione, si dà facoltà alla regioni di imporre l'obbligo della progettazione antisismica.


Per quanto riguarda la Regione Piemonte si sono aggiunti ai 41 comuni posti in II categoria ai sensi della vecchia classificazione (D.M. n° 82 del 4 febbraio 1982), 168 nuovi comuni in zona 3 distribuiti fra le province del VCO, di CN e di AL. Viene anche introdotto, con la nuova normativa, un riferimento agli intervalli di accelerazione orizzontale, con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag/g), attesi per ogni zona.

 

Il Servizio Sismico dell'Arpa Piemonte è stato istituito per condurre gli interventi di riduzione del rischio sismico tramite la verifica e l'approvazione dei progetti edilizi e degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici,secondo la normativa nazionale e regionale vigente (D.P.R. n. 380 del 06/06/2001; D.M. 14/09/2005, L.R. n. 19 del 12/03/1985, Circolare PGR 1/DOP-2004).

 

 

AINEVA  www.aineva.it/

 

L 'AINEVA, Associazione Interregionale Neve e Valanghe, è l 'associazione delle Regioni e Province autonome dell'arco alpino italiano, costituita al fine di consentire il coordinamento delle iniziative che gli Enti aderenti svolgono in materia di prevenzione ed informazione nel settore della neve e delle valanghe.

Gli obiettivi primari sono lo scambio e la divulgazione di informazioni, l'adozione di metodologie comuni di raccolta di dati, la sperimentazione di strumenti ed attrezzature, la diffusione di pubblicazioni riguardanti le materie oggetto di approfondimento, la formazione e l'aggiornamento di tecnici del settore.

 

Enti aderenti all’AINEVA:

REGIONE PIEMONTE

ARPA Piemonte

Area delle attività regionali per l'indirizzo e il coordinamento in materia di previsione e monitoraggio ambientale

REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA

Direzione Tutela del Territorio - Ufficio Valanghe

REGIONE LOMBARDIA

ARPA Lombardia

Centro Nivometeorologico - Dipartimento di Sondrio

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Ufficio Previsioni e Organizzazione  

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Ufficio Idrografico, Servizio

Prevenzione Valanghe e

Servizio Meteorologico

REGIONE DEL VENETO

ARPA Veneto

Centro Valanghe di Arabba

REGIONE AUTONOMA FRIULI - VENEZIA GIULIA

Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna

Servizio territorio montano e manutenzioni

Ufficio valanghe

 

 

ANAS  www.stradeanas.it/

 

Anas è il principale soggetto di riferimento per il sistema stradale italiano. Dal 1928 Anas è il gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale (Le strade statali sono dimesse dall’Anas e sono gestite a livello regionale, tranne le strade statali transfrontaliere (in Piemonte si occupa della gestione delle strade ARES)).

 

E' sottoposta al controllo, alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture. E' una Società per Azioni il cui socio unico è il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

Le funzioni attribuite ad Anas relativamente alla rete stradale ed autostradale di interesse nazionale sono:

·         gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e delle autostrade;

·         adeguamento e progressivo miglioramento della rete delle strade e delle autostrade e della relativa segnaletica;

·         costruzione di nuove strade e autostrade, anche a pedaggio, sia direttamente che mediante concessione a terzi;

·         servizi di informazione agli utenti, a partire dagli apparati segnaletici

·         vigilanza sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e controllo della gestione delle autostrade;

·         attuazione delle leggi e dei regolamenti concernenti la tutela del patrimonio delle strade e autostrade e tutela del traffico e della segnaletica

·         adozione dei provvedimenti necessari per la sicurezza del traffico sulle strade e sulle autostrade;

·        realizzazione e partecipazione a studi, ricerche e sperimentazioni in materia di viabilità, traffico e circolazione

 

Le Società di Concessione costruzione e gestione autostradale

- Costruiscono e gestiscono su concessione rilasciata dall’Anas quale Ente Concedente tronchi autostradali soggetti al pagamento di pedaggio da parte dell’utente.

- Le autostrade attualmente affidate in concessione si estendono per circa 5500 km.

- L’istituto della concessione consente al concessionario di costruire e gestire autostrade, per periodi definiti, con obbligo alla scadenza di restituire allo Stato in buono stato di conservazione e gratuitamente le opere.

- L’affidamento del servizio autostradale alle Società concessionarie consente il coinvolgimento di risorse private nel settore delle opere pubbliche e dei pubblici servizi.

- Le tariffe praticate dalle Società concessionarie sono in quanto tali un prezzo non determinato dal mercato, ma regolamentato dallo Stato. Esse devono garantire l’ammortamento dell’investimento iniziale e consentire al gestore di recuperare i costi di esercizio dell’infrastruttura.

- Le concessionarie autostradali sono soggette al controllo dell’Anas, che lo esercita attraverso la propria Direzione Centrale Autostrade e Trafori.

 

 

Arma dei Carabinieri   www.carabinieri.it/

 

Compiti istituzionali

In ragione della sua peculiare connotazione di Forza militare di polizia a competenza generale, all'Arma dei Carabinieri sono affidati i seguenti compiti:

a. militari (art.1, co.2 L. 78/2000):

§         concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità;

§         partecipazione:

§         alle operazioni militari in Italia ed all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle Forze Armate stabilita dal Capo di Stato Maggiore della Difesa;

§         ad operazioni di polizia militare all'estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace;

§         esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per le Forze Armate;

§         esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;

§         sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all'estero;

§         assistenza ai comandi ed alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale;

§         concorso al servizio di mobilitazione;

b. di polizia (art.3, co.2 e 3 D.Lgs. 297/2000):

§         esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica;

§         quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio d'istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.

 

Dipendenze ed ordinamento

L'Arma dei Carabinieri, collocata autonomamente nell'ambito del Ministero della Difesa con il rango di Forza Armata, è Forza di Polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, con le speciali prerogative conferitele dalle norme in vigore, e dipende:

§         tramite il Comandante Generale, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa per quanto attiene ai compiti militari;

§         funzionalmente dal Ministro dell'Interno, per quanto attiene ai compiti di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Per gli aspetti tecnico-amministrativi, l'Arma dei Carabinieri fa capo:

§         al Ministero della Difesa per quanto concerne il personale, l'amministrazione e le attività logistiche;

§         al Ministero dell'Interno per l'accasermamento ed il casermaggio connessi con l'assolvimento dei compiti di polizia, nonché per l'utilizzazione delle risorse finanziarie finalizzate al potenziamento delle Forze di Polizia.

 

I seguenti reparti dell'Arma sono costituiti nell'ambito dei Dicasteri a fianco di ciscuno indicati e dipendono funzionalmente dai titolari degli stessi:

§         Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, per la prevenzione e repressione dei reati attinenti la tutela della salute pubblica (Ministero della Salute)

§         Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, per la prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'assetto ambientale (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio del Mare);

§         Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, per la prevenzione e repressione dei reati connessi alla detenzione, commercio e trafugamento di beni e materiali d'interesse artistico, storico ed archeologico (Ministero per i Beni e le Attività Culturali);

§         Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, per la verifica dell'applicazione delle normative in materia di collocamento, lavoro, previdenza ed assistenza sociale (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali);

§         Comando Carabinieri Politiche Agricole, per il controllo, la prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare e ai danni dell'Unione Europea (Ministero delle Politiche agricole e forestali);

§         Comando Carabinieri presso il Ministero Affari Esteri, per la tutela delle sedi delle Rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, la prevenzione e la repressione delle violazioni alle leggi speciali sull'emigrazione (Ministero degli Affari Esteri).

 

Alcuni reparti costituiti nell'ambito di Organi o Autorità nazionali (Presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Presidenza del Consiglio dei Ministri e C.N.E.L.) per l'assolvimento di compiti specifici, dipendono funzionalmente dai titolari degli stessi Organi o Autorità.

 

I reparti e gli uffici dell'Arma costituiti in ambito interforze Difesa, nei Comandi e negli Organismi alleati in Italia ed all'estero, ovvero nelle singole Forze Armate, dipendono, tramite i relativi Comandanti, rispettivamente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dai Capi di Stato Maggiore di Forza Armata.

 

Per l'espletamento delle attività di Polizia Giudiziaria, infine, i Carabinieri dipendono funzionalmente dall'Autorità Giudiziaria, secondo quanto prescritto dal codice di procedura penale.

 

In tale contesto, la legge attribuisce la qualifica di:

§         ufficiale di polizia giudiziaria agli Ufficiali, esclusi i Generali, agli Ispettori, ai Sovrintendenti ed agli Appuntati Comandanti interinali di Stazione;

§         agente di polizia giudiziaria agli Appuntati ed ai Carabinieri;

§         ufficiale di pubblica sicurezza agli Ufficiali e ai Marescialli Aiutanti sostituti di pubblica sicurezza quando sostituiscono i superiori gerarchici nella direzione di uffici o reparti;

§         agente di pubblica sicurezza agli Ispettori, ai Sovrintendenti, agli Appuntati ed ai Carabinieri.

 

L'Arma ha una forza prevista dalle leggi (organico ed extraorganica) di 118.269 unità: 4.390 Ufficiali dei vari ruoli, 30.139 Ispettori (Marescialli), 20.338 Sovrintendenti (Brigadieri) e 63.402 Appuntati e Carabinieri. La forza è ripartita nelle Organizzazioni Centrale, Addestrativa, Territoriale, Mobile e Speciale, nonché in Reparti costituiti per esigenze specifiche.

 

La Centrale Operativa

I comandi provinciali ed infraprovinciali esercitano l'attività di comando, coordinamento e controllo nei confronti dei reparti dipendenti, avvalendosi anche di centrali operative, dotate di tecnologie costantemente adeguate per garantire con prontezza, tempestività ed efficacia l'assolvimento dei compiti istituzionali.

 

La Centrale Operativa è il centro motore del comando, lo strumento fondamentale per l'innesco, lo sviluppo ed il completamento di tutta l'attività istituzionale dell'Arma e la sede appropriatamente organizzata, ove pervengono al comandante in continuità le notizie di interesse e da cui egli esprime - personalmente e per il tramite del personale addetto - gli ordini per la risoluzione dei problemi contingenti.

 

Il ricorso a moderne risorse tecnologiche ha consentito sin dal 1999, a seguito di studi svolti dall'Arma, di avviare la realizzazione di una completa interconnessione delle centrali/sale operative delle forze di polizia, individuata quale forma più efficace ed adeguata ai tempi per l'ottimizzazione del pronto intervento. L'interconnessione persegue non solo lo scopo di elevare l'efficienza dei servizi, ma anche quello di migliorare tutte le attività di prevenzione generale che precedono il momento della richiesta di aiuto, realizzando pertanto il totale coordinamento delle forze di polizia.

 

In particolare, i sistemi adottati consentono di visualizzare su monitor, attraverso una cartografia elettronica molto ben definita, tutti i mezzi dei Carabinieri e della Polizia di Stato impiegati nel controllo del territorio oltre che collegare in videoconferenza le due centrali, al fine di assicurare, sempre mediante procedure condivise, l'intervento della forza di polizia in grado di agire più tempestivamente nonché di quello delle altre organizzazioni/istituzioni (sanitarie, VV.FF., protezione civile, ecc.) la cui opera è ritenuta necessaria per un efficace soccorso.

 

L'interconnessione delle centrali/sale operative fornisce un'ulteriore valore aggiunto perché persegue l'obiettivo di un efficiente coordinamento non limitato alla sola gestione delle chiamate d'emergenza. Nel contempo garantisce anche l'immediata reciprocità informativa, rendendo "trasparenti" le informazioni di cui ciascuna forza di polizia dispone - in tempo reale - sugli eventi verificatisi e sulle risorse impiegate, consentendo così di orientare "ad horas" l'attività di prevenzione generale.

 

Gli operatori delle centrali e delle sale operative garantiscono l'intervento più tempestivo in qualsiasi circostanza facendo riferimento a regole predefinite per la gestione delle emergenze. Nelle stesse è previsto che, in caso di emergenza, la gestione dell'evento sia attribuita alla centrale/sala operativa dalla quale dipende l'unità in grado di assicurare l'intervento più tempestivo ed efficace, sulla base dei dati di radiolocalizzazione e di quelli relativi allo stato d'impiego delle risorse. In sostanza, interviene la pattuglia non impegnata in altre incombenze prioritarie più vicina al luogo dell'evento. In ogni caso, è prevista che sia garantita l'informazione reciproca, completa ed in tempo reale, anche allo scopo di consentire - quando necessario - l'assunzione raccordata di ulteriori misure operative ad integrazione e/o supporto della forza di polizia già intervenuta, ad esempio la convergenza di più servizi in caso di eventi particolarmente gravi.

 

 

Autorità di Bacino Po  www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home.html

 

La Legge 183/89 "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo", istituisce le Autorità di bacino per i bacini idrografici di rilievo nazionale (art.12).

 

L'Autorità è un organismo misto, costituito da Stato e Regioni, operante in conformità agli obiettivi della legge, sui bacini idrografici, considerati come sistemi unitari.

 

Il bacino del Po si estende su otto regioni e raccoglie le acque di un territorio che va dal Monviso al Delta del Po.

 

L'Autorità di bacino è luogo di intesa unitaria e sinergia operativa fra tutti gli organi istituzionali interessati alla salvaguardia e allo sviluppo del bacino padano, caratterizzato da complesse problematiche ambientali.

 

L'Autorità di bacino del fiume Po ha sede a Parma, ove si è insediata nell'autunno del 1990.

 

L'Autorità di bacino è l'ente istituito per consentire interventi di pianificazione integrata a scala di bacino. La pianificazione unitaria può essere resa possibile solo risolvendo le frammentazioni istituzionali e di competenza. L'Autorità diviene dunque, luogo d'intesa unitaria e di concertazione delle scelte di pianificazione, nonché di sinergia operativa, tra tutti gli agenti istituzionali interessati alla difesa e allo sviluppo delle risorse dell'ambiente. Mediante l'Autorità vengono rafforzate le funzioni di cooperazione, di coordinamento e di concertazione, secondo criteri e indirizzi comunemente assunti dalle Amministrazioni rappresentate nel Comitato Istituzionale, e potenziate le funzioni tecnico-consultive e tecnico-operative nelle materie di comune interesse dell'intero bacino idrografico.

 

La finalità generale dell'Autorità è la tutela ambientale dell' intero bacino idrografico, secondo i seguenti obiettivi:

·         difesa idrogeologica e della rete idrografica

·         tutela della qualità dei corpi idrici

·         razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche

·         regolamentazione dell'uso del territorio

 

Gli ambiti entro i quali l'Autorità svolge le proprie attività di pianificazione, programmazione e attuazione sono:

·         sistemazione, conservazione e recupero del suolo nei bacini idrografici

·         difesa, sistemazione e regolazione dei corsi d'acqua

·         moderazione delle piene

·         disciplina delle attività estrattive

·         difesa e consolidamento dei versanti e delle zone instabili

·         contenimento dei fenomeni di subsidenza dei suoli e di risalita delle acque marine lungo i fiumi

·         protezione delle coste

·         risanamento delle acque superficali e sotterranee

·         razionalizzazione degli usi delle risorse idriche superficiali e profonde

·         svolgimento funzionale dei servizi di polizia idraulica

·         manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere e degli impianti

·         regolamentazione dei territori per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la costituzione di parchi fluviali e aree protette

·         gestione integrata in ambiti ottimali dei servizi pubblici di settore

·         riordino del vincolo idrogeologico.

 

 

Il principale strumento di pianificazione e programmazione dell'Autorità è costituito dal Piano di bacino idrografico. Piano territoriale di settore e strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale vengono pianificate e programmate le attività e le norme d'uso.

 

Le disposizioni del Piano, una volta approvato, hanno carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni e gli enti pubblici, nonché per i soggetti privati.

 

In attesa dell'approvazione del Piano di bacino, l'Autorità opera avvalendosi di altri strumenti quali: gli schemi previsionali e programmatici, i piani stralcio e le misure di salvaguardia.

 

Lo Schema previsionale e programmatico costituisce lo strumento per l'individuazione, il coordinamento e la programmazione delle attività nel settore dell'assetto del territorio con riferimento alla difesa del suolo in attesa dell'adozione del piano di bacino (art.31 Legge 183/89).

 

Definisce le linee strategiche generali del piano e specifica le attività necessarie alla sua redazione. Individua le principali criticità, le linee d'intervento e delinea una prima stima del fabbisogno finanziario. Programma gli interventi più urgenti per la salvaguardia del suolo, del territorio e degli abitanti, e per la razionale utilizzazione delle acque.

 

Nello Schema previsionale e programmatico, redatto ai sensi dell'art.31 della Legge 183/1989, sono stati definiti gli obiettivi e le priorità di intervento, ed é stata costituita la struttura tecnico-operativa attivando alcuni strumenti tecnici a supporto delle attività di pianificazione, quali: il Progetto Po e il sistema di monitoraggio della spesa.

 

Il Progetto Po è uno strumento conoscitivo, supporto del processo decisionale e della elaborazione del Piano di bacino. Frutto dell'insieme di attività di ricerca ed elaborazione, esso è finalizzato:

·         alla ricognizione e alla validazione delle informazioni esistenti sul bacino;

·         alla formazione di una nuova conoscenza mediante la costruzione di strumenti descrittivi e previsionali di sintesi dei fenomeni e l'individuazione dei rapporti causa effetto;

·         alla definizione del quadro delle opzioni di intervento

 

Il bacino idrografico del Po interessa il territorio di Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, e si estende anche a porzioni di territorio francese e svizzero.

 

Pertanto vi sono Comuni il cui territorio ricade interamente nel bacino del Po e, lungo la delimitazione del bacino, Comuni con porzioni più o meno grandi ricadenti nel bacino del Po.

 

L’ambito di competenza dell’Autorità di bacino riguarda il territorio compreso nella perimetrazione definita e approvata con DPR 01/061998 e successivamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 19/10/1998, con annessa cartografia alla scala 1:250.000.

 

In larga parte la perimetrazione dell’ambito di competenza coincide con il confine del bacino idrografico. Le differenze sono state introdotte per tenere conto di particolari esigenze amministrative. Ad esempio i Comuni italiani al confine nazionale sono interamente compresi nell’ambito dell’Autorità di bacino del fiume Po anche se presentano porzioni di territorio in altri bacini.

 

Un’analoga semplificazione amministrativa è stata fatta anche per alcuni Comuni ai confini regionali. In generale appartengono all’ambito di competenza 3210 Comuni di cui 3136 interamente e 74 parzialmente. In particolare appartengono all’ambito di competenza tutti i Comuni del Piemonte, della Lombardia e della Valle d’Aosta. I vari piani stralcio di bacino potranno a loro volta interessare tutto l’ambito di competenza o solo una sua parte.

 

L'Autorità di bacino ha nel Comitato Istituzionale il proprio organo decisionale, che si avvale del Comitato Tecnico, quale organo di consulenza. L'Autorità di bacino è guidata dal Segretario Generale, che coordina e dirige la Segreteria Tecnica e Operativa. Il Segretario Generale rappresenta il Comitato Istituzionale, presiede il Comitato Tecnico e dirige la Segreteria Tecnica.

 

L'assetto istituzionale dell'Autorità di bacino è schematizzato nella Struttura.

 

C:\Documents and Settings\franco\Impostazioni locali\Temporary Internet Files\Content.IE5\BHCZD3JE\8106struttura2005[1].gif

 

Sul sito dell’Autorità sono riportati:

·        i principali risultati della pianificazione svolta dall'Autorità di bacino e gli strumenti a supporto di tale attività.

·        le generalità sul principale strumento di pianificazione e programmazione dell'Autorità.

·        i contenuti dei piani stralcio vigenti, approvati secondo le procedure previste dalla legge 183 del 1989.

·        i dei piani straordinari vigenti, approvati con procedure straordinarie in base a leggi specifiche.

·        i progetti di piano attualmente adottati, che non hanno completato l'iter di approvazione.

·        le attività in corso relativamente ad ambiti tematici per i quali non si è ancora definito alcun progetto di piano..

·        studi realizzati dall'Autorità nell'ambito della attività conoscitiva posta alla base della redazione dei piani. Per alcuni studi si riportano anche documenti di impostazione tecnica.

·        tutte le deliberazioni relative alla pianificazione approvate dal Comitato Istituzionale. In alcuni casi gli allegati sono disponibili solo in formato cartaceo (si possono richiedere all'Autorità).

·        deliberazioni di natura tecnica relative alla pianificazione, assunte del Segretario Generale.

·        le Direttive tecniche vigenti approvate dal Comitato Istituzionale. Sono presenti anche le Direttive che costituiscono parte integrante di un Piano.

 

 

Autostrade per l'Italia  www.autostrade.it/

 

La rete di Autostrade per l'Italia e delle sue concessionarie collegate, che si estende per 3408 km e che ha la funzione di avvicinare il Paese al baricentro socio-economico dell’Europa, assicurando un’efficace articolazione territoriale e un indispensabile servizio alla mobilita’ presso le maggiori aree metropolitane. Autostrade per l'Italia è detenuta al 100% dalla holding di partecipazioni Atlantia quotata alla Borsa Italiana SpA

 

Le società concessionarie autostradali di Autostrade per l'Italia sono:

·         Autostrade per l’Italia SpA (2854,6 km di rete in concessione)

·         Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco (5,8 km) gestore della parte italiana dell’omologo tunnel (quota Autostrade 51%)

·         Raccordo Autostradale Valle d’Aosta Spa (32,4 km) arteria di collegamento tra Aosta e il Monte Bianco

·         Autostrada Torino-Savona Spa (130,9 km) autostrada di collegamento tra il capoluogo piemontese e la costa ligure

·         Società Autostrada Tirrenica SpA titolare della concessione dell’intera direttrice Livorno-Civitavecchia (240 km), che attualmente gestisce la tratta Livorno-Rosignano (36,6 km)

·         Tangenziale di Napoli Spa (20,2 km) asse portante al servizio dell’area metropolitana napoletana

·         Società Autostrade Meridionali Spa (51,6 km) che gestisce l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno

·         Strada dei Parchi Spa (281,4 km) concessionaria dal 1° gennaio 2003 della Autostrade Roma-L’Aquila-Teramo e Torano-Pescara. La concessione delle due arterie autostradali è stata aggiudicata nel 2001 alla nuova società, a seguito della gara bandita dall’Anas, e si estende fino al 2009

 

 

C

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Centro Funzionale della Regione Piemonte (si veda inoltre ARPA Piemonte)

 

In Italia sono presenti 22 Centri Funzionali, un centro funzionale nazionale e due centri di Competenza nazionale: APAT e CNMCA.

 

Compito dei CF è di far confluire, concentrare ed integrare tra loro:

1.    i dati rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili;

2.    i dati territoriali, geologici e geomorfologici;

3.    le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche.

 

 

Il Centro Funzionale della Regione Autonoma Valle D’Aosta  www.regione.vda.it/territorio/centrofunzionale/default_i.asp

 

Il sistema dei Centri Funzionali è stato istituito in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15/12/1998, secondo quanto indicato dalla legge 267/1998. Tali normative prevedevano la realizzazione, su scala nazionale, di una copertura omogenea di reti di monitoraggio, l'ottimizzazione delle funzionalità e della diffusione dei dati, nonché il potenziamento dei centri esistenti ed operativi.

 

Compito precipuo del Centro Funzionale è la valutazione degli effetti al suolo a seguito di fenomeni meteorologici.

 

In particolare il Centro Funzionale della Valle d’Aosta si occupa della componente idraulica ed idrogeologica.

 

Parallelamente alle attività svolte inerenti alla gestione del Sistema di allertamento per rischio idraulico e idrogeologico, ma in stretta connessione con esse, il Centro Funzionale espleta anche le funzioni di ufficio idrografico regionale. Nato sul finire degli anni ’80 per la gestione delle concessioni di derivazione, nel 2002 (ai sensi del D.lgs 112/98) ha acquisito anche le competenze dell’ex Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale.

 

 

Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica CNMCA 

www.meteoam.it/modules.php?name=informazioniGenerali&page=cnmca

 

E’ l'organo operativo centrale del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.Provvede alla ricezione, elaborazione e diffusione, nazionale e internazionale, dei dati e delle informazioni meteo, convenzionali e da satellite. Elabora e distribuisce analisi e previsioni meteorologiche di base per le esigenze specifiche della Forza Armata e per l'utenza aeronautica e generale. Produce e diffonde gli avvisi meteorologici per la Protezione Civile e per la salvaguardia della vita in mare. Gestisce le banche dati meteo e provvede all'analisi, progettazione e sviluppo di nuovi prodotti per le esigenze degli Enti del Servizio.


Il CNMCA ha sede sull'Aeroporto "Mario De Bernardi" di Pratica di Mare.

 

È costituito da 2 Uffici e 4 Servizi:

 

Ufficio Piani e Sviluppo - Segue le problematiche nel settore dei piani e dei programmi che hanno diretto impatto sull'attività addestrativa e operativa, analizzando il livello di addestramento del personale e la standardizzazione delle procedure applicative della normativa meteorologica vigente. Si articola in 3 sezioni: Piani e Ammodernamento, Sviluppo Sistemi, Applicazioni normative.

 

Ufficio Esercizio Operativo - Si occupa del monitoraggio dell'efficienza dei sistemi meteorologici in uso nella rete osservativi. Mantiene aggiornata la situazione del personale impiegato nel Servizio Meteorologico fornendo gli elementi utili per le assegnazioni del personale in ambito nazionale e internazionale. Provvede alla definizione delle attività addestrative e dei programmi istruzionali, individuandone carenze e nuove esigenze. E' articolato nelle sezioni: Gestione Rete Osservazioni, Gestione Rete Previsioni, Standardizzazione e Addestramento,Gestione Teleposti Meteo.

 

1° Servizio - Analisi e Previsioni. Segue l'evoluzione delle condizioni meteorologiche con continuità spazio temporale assoluta, effettua le previsioni a brevissimo termine (fino a 24 ore) a breve (24-48 ore) e medio termine ( da 48 ore a 5 giorni), sul territorio nazionale. Emette gli avvisi di rischio meteo per la collettività nazionale e li trasmette alla Protezione Civile. Emette il bollettino del mare e gli avvisi di burrasca e tempesta per la salvaguardia delle vite umane in mare.

 

2° Servizio - Applicazioni Meteorologiche. Sviluppa e realizza le applicazioni software necessarie alla catena operativa (integrazione e analisi dei dati convenzionali e non, sviluppo e realizzazione di algoritmi e tecniche numeriche per modelli di previsione di tipo aeronautico, marittimo e terrestre, elaborazioni numeriche di prodotti meteo per esigenze militari e civili, rappresentazione grafica delle informazioni e dei prodotti) assicurandone la gestione e la corretta esecuzione. Effettua il controllo di qualità della produzione meteorologica in tempo reale.

 

3° Servizio - Climatologia. Provvede alla raccolta, conservazione e aggiornamento dei dati meteorologici. Effettua studi climatici per le esigenze specifiche aeronautiche, navali e terrestri. Gestisce il sistema di archiviazione dati permanente, assicurando la qualità degli stessi. Fornisce i dati storici agli utenti di Forza Armata ed esterni, pubblici e privati.

 

4° Servizio - Elaborazioni dati e ricezione Satelliti. Gestisce operativamente, con continuità assoluta, i sistemi del Centro elaborazione dati meteo. Gestisce l'accentramento e la distribuzione dell'informazione meteo convenzionale e satellitare, mediante sistemi telematici. Svolge la funzione, attribuita al CNMCA, di RTH (Regional Telecommunication Hub) nel GTS (Global Telecomunication System), la rete mondiale per lo scambio dati dell'OMM. . E' responsabile dello sviluppo e della gestione dei siti web del Servizio Meteorologico e delle reti telematiche di trasporto dati.

 

 

CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche  www.cnr.it/sitocnr/home.html

 

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese. Un obiettivo che l'Ente vuole perseguire, dopo la riforma attuata con il decreto legislativo N.127 del 4 giugno 2003, alla luce di una missione ambiziosa: rappresentare una risorsa da valorizzare per lo sviluppo socio - economico del Paese. Alla base, il convincimento che l'attività di ricerca e sviluppo, determinante per la competitività del sistema economico nazionale, possa generare nuova occupazione, maggior benessere e maggiore coesione sociale.

 

 

CNR Irpi  www.irpi.to.cnr.it/

 

L'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica di Torino (IRPI Torino), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), inizia la sua attività nel 1970 come istituto a carattere locale. Dal 15 Marzo 2002 diventa Sezione dell’Istituto Nazionale per la Protezione Idrogeologica con sede a Perugia. L'esperienza maturata dal 1970 ad oggi, riguarda i seguenti settori di indagine:

§          studio delle condizioni geo-idrologiche ed evoluzione morfologica dei bacini idrografici afferenti al sistema alpino-padano

§          analisi dei fenomeni di erosione, trasporto e deposito lungo le aste torrentizie e fluviali, in relazione a significativi eventi meteo-idrologici

§          monitoraggio, previsione e prevenzione dei fenomeni d'instabilità naturale, anche in ambiente glaciale e periglaciale

§          studio di metodologie relative a raccolta, archiviazione ed elaborazione dei dati mediante procedure informatiche e GIS

§          ricerche di fotointerpretazione comparata, applicata a problemi di instabilità dei versanti e della rete idrografica

§          interventi di studio in località colpite o minacciate da piene e frane, anche a seguito di specifiche richieste da parte di Enti pubblici

 

L'IRPI è strutturato su 6 sedi territoriali:

§          Perugia (Direzione)

§          Bari

§          Cosenza

§          Firenze

§          Padova

§          Torino

 

L’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, afferisce al Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

 

All'interno dell'Istituto sono presenti le competenze necessarie allo studio del dissesto idrogeologico in tutti i suoi aspetti. Sono attivi Commesse e Moduli di ricerca che riguardano la valutazione delle piene lungo i principali fiumi italiani, la previsione e prevenzione di processi legati all’instabilità dei versanti, all’attività torrentizia e alla dinamica fluviale. Per anni l'Istituto ha assicurato un servizio di consulenza scientifica per conto del Dipartimento per la Protezione Civile, in occasione di eventi alluvionali e frane e i suoi ricercatori hanno rappresentato un importante nucleo del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI). Attualmente l’IRPI è Centro di competenza per il Dipartimento della Protezione Civile.

 

 

CCS : Centro Coordinamento Soccorsi

 

Il Centro Coordinamento Soccorsi è il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile a livello provinciale. E’ composto dai massimi responsabili di tutte le componenti e strutture operative presenti nel territorio provinciale. Individua le strategie di intervento per il superamento dell’emergenza razionalizzando le risorse disponibili nella Provincia e al tempo stesso garantendo il coordinamento degli interventi del governo regionale o del governo nazionale a seconda della natura dell’evento calamitoso.

 

 

COC : Centro Operativo Comunale

 

Il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di protezione civile, al verificarsi dell’emergenza, nell’ambito del territorio comunale, si avvale del Centro Operativo Comunale per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita.

 

 

COM : Centro Operativo Misto

 

Il Centro Operativo Misto è una struttura operativa decentrata il cui responsabile dipende dal Centro Coordinamento Soccorsi. Vi partecipano i rappresentanti dei comuni e delle strutture operative. I compiti del COM sono quelli di favorire il coordinamento dei servizi di emergenza intercomunali

 

 

Comune

 

Il comune è l'ente locale fondamentale, autonomo ed indipendente secondo i princìpi consolidatisi nel Medioevo, e ripresi, in modo relativamente limitato, dalla rivoluzione francese, previsto dall'art. 114 della Costituzione della Repubblica italiana.

 

        In Italia ogni comune appartiene ad una provincia, ma la Provincia non fa da tramite nei rapporti con la Regione e questa in quelli con lo Stato a livello gerarchico, poiché esso, essendo dotato di personalità giuridica, può avere rapporti diretti con la Regione e con lo Stato e anzi, essendo le competenze di una regione molto più ampie di quelle di una provincia, un comune detiene generalmente più rapporti con la prima che con la seconda.

 

        I Comuni possono ripartire il proprio territorio in circoscrizioni al fine di assicurare alla popolazione una più diretta partecipazione all'amministrazione. Alla circoscrizione sono delegati poteri che vanno al di là della mera funzione consultiva (per la quale possono essere previsti nello statuto del Comune, previsto ai sensi della legge Bassanini, appositi comitati o consulte di quartiere). La suddivisione in circoscrizioni è obbligatoria per i comuni che superano i 100mila abitanti.

L'Italia nel 2001 aveva 8101 comuni (dato ISTAT) cui poi si sono aggiunti il comune di Baranzate e il comune di Cavallino-Treporti, istituiti successivamente. Di questi, un centinaio superano i 50mila abitanti, tra cui 80 capoluoghi di provincia (37 capoluoghi hanno invece popolazione inferiore ai 50 mila abitanti).

 

        Il comune ha come organi il consiglio comunale, la giunta comunale e il sindaco.

 

 

Comunità collinare  www.regione.piemonte.it/sez_tem/montagna/montagna.htm

 

Una comunità collinare è un ente di diritto pubblico che ha cominciato ad avere diffusione nel panorama istituzionale italiano intorno all'anno 2000. Si configura nell'ambito dell'Unione di comuni come, ad esempio, le comunità montane. Per quanto riguarda il Piemonte, la legge regionale 28 febbraio 2000 n.16 (Provvedimenti per la tutela e lo sviluppo dei territori e dell'economia collinare), ha provveduto ad introdurre per la prima volta, al comma 1 dell'art.3, il concetto di Comunità collinare, quale forma associativa tra Comuni che presentano determinate caratteristiche.

 

§                     Con l'art.33 del Testo Unico del 2000 veniva affidata alla Regione il compito di favorire l'esercizio associato delle funzioni dei Comuni di minore dimensione demografica, individuando livelli ottimali di esercizio delle stesse. Spettava quindi alla Regione emanare una legislazione di principio entro la quale i Comuni potevano esercitare le funzioni in forma associata, individuando però autonomamente i soggetti, le forme e le metodologie. Per le Comunità montane, l'art. 27 del Testo Unico n.276, al comma 3, demandava alla Regione il compito di individuare gli ambiti e le zone omogenee per la costituzione della comunità stessa. in modo da consentire gli interventi per la valorizzazione della montagna e l'esercizio associato delle funzioni comunali. Allo stesso modo, per la Comunità collinare, spettava alla Regione il compito di operare una classificazione del territorio, al fine di stabilire quali fossero i Comuni che potevano dar vita a questo tipo di forma associativa.

§                      

Il principio ispiratore è il consorziamento dei servizi dei comuni facente parte l'unione onde abbatterne i costi. Si contrapponeva al principio, che tornerà forse in auge con la Legge finanziaria del 2006, della fusione di comuni, ovvero la perdita di autonomia locale da parte di piccoli comuni confinanti a favore di una sola amministrazione. Come unione di comuni si caratterizza ulteriormente per la conformazione del territorio, collinare appunto, volendo far cadere l'accento sullo svantaggio territoriale che i comuni consorziati hanno dal punto di vista territoriale. È sostanzialmente quanto attuato per le comunità montane. Negli ultimi anni questo istituto sta vivendo una profonda crisi a causa del taglio di fondi da parte dello stato italiano. Ha una diffusione maggiore in quelle zone d'Italia dove vi è una maggiore concentrazione di piccoli comuni, per esempio il Piemonte. A differenza di comuni e province le comunità collinari e le unioni di comini in genere non hanno elezioni dirette di un consiglio, ma tale organo è eletto dai vari consigli comunali dei comuni consorziati.

 

 

Comunità montana  http://comunitamontane.dimmidove.com/  ;  www.regione.piemonte.it/sez_tem/montagna/montagna.htm

 

Una comunità montana è un ente di diritto pubblico italiano istituito con la legge 1102 del 3 dicembre 1971.

La comunità montana, secondo quanto stabilisce l'art. 27 del Testo Unico sugli Enti Locali (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162 [1]), è un ente locale ad appartenenza obbligatoria, costituito con provvedimento del presidente della giunta regionale tra comuni montani e pedemontani, anche appartenenti a province diverse. Lo scopo è la valorizzazione delle zone montane, per l'esercizio di funzioni proprie conferite, nonché l'esercizio associato di funzioni comunali.

 

Articolo 27 - Natura e ruolo

1. Le comunità montane sono unioni di comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l'esercizio associato delle funzioni comunali.

2. La comunità montana ha un organo rappresentativo e un organo esecutivo composti da sindaci, assessori o consiglieri dei comuni partecipanti. Il presidente può cumulare la carica con quella di sindaco di uno dei comuni della comunità. I rappresentanti dei comuni della comunità montana sono eletti dai consigli dei comuni partecipanti con il sistema del voto limitato garantendo la rappresentanza delle minoranze.

3. La regione individua, concordandoli nelle sedi concertative di cui all'articolo 4, gli ambiti o le zone omogenee per la costituzione delle comunità montane, in modo da consentire gli interventi per la valorizzazione della montagna e l'esercizio associato delle funzioni comunali. La costituzione della comunità montana avviene con provvedimento del presidente della giunta regionale.

4. La legge regionale disciplina le comunità montane stabilendo in particolare: a) le modalità di approvazione dello statuto; b) le procedure di concertazione; c) la disciplina dei piani zonali e dei programmi annuali; d) i criteri di ripartizione tra le comunità montane dei finanziamenti regionali e di quelli dell'Unione europea; e) i rapporti con gli altri enti operanti nel territorio.

5. La legge regionale può escludere dalla comunità montana i comuni parzialmente montani nei quali la popolazione residente nel territorio montano sia inferiore al 15 per cento della popolazione complessiva, restando sempre esclusi i capoluoghi di provincia e i comuni con popolazione complessiva superiore a 40.000 abitanti. L'esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali. La legge regionale può prevedere, altresì, per un più efficace esercizio delle funzioni e dei servizi svolti in forma associata, l'inclusione dei comuni confinanti, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, che siano parte integrante del sistema geografico e socioeconomico della comunità.

6. Al comune montano nato dalla fusione dei comuni il cui territorio coincide con quello di una comunità montana sono assegnate le funzioni e le risorse attribuite alla stessa in base a norme comunitarie, nazionali e regionali. Tale disciplina si applica anche nel caso in cui il comune sorto dalla fusione comprenda comuni non montani. Con la legge regionale istitutiva del nuovo comune si provvede allo scioglimento della comunità montana.

7. Ai fini della graduazione e differenziazione degli interventi di competenza delle regioni e delle comunità montane, le regioni, con propria legge, possono provvedere ad individuare nell'ambito territoriale delle singole comunità montane fasce altimetriche di territorio, tenendo conto dell'andamento orografico, del clima, della vegetazione, delle difficoltà nell'utilizzazione agricola del suolo, della fragilità ecologica, dei rischi ambientali e della realtà socio-economica.

8. Ove in luogo di una preesistente comunità montana vengano costituite più comunità montane, ai nuovi enti spettano nel complesso i trasferimenti erariali attribuiti all'ente originario, ripartiti in attuazione dei criteri stabiliti dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni.

 

La comunità montana svolge le medesime funzioni di un'unione comunale e per la sua costituzione si richiede l'individuazione di ambiti o zone omogenee, previa concertazione con gli enti locali, riservata alla regione, a cui spetta pure il compito di porre la disciplina legislativa della comunità. I comuni interessati possono eventualmente fondersi in un unico comune montano.

 

Ai sensi dell'art. 28 del Testo Unico sugli Enti Locali alle comunità montane spettano funzioni attribuite dalla legge e gli interventi per la montagna stabiliti dall'Unione Europea o dalle leggi statali o regionali. Inoltre spetta loro l'esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi delegate dalla regione e concorrono alla formazione del piano territoriale di coordinamento.

 

Articolo 28 - Funzioni

1. L'esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi conferite dalla regione spetta alle comunità montane. Spetta, altresì, alle comunità montane l'esercizio di ogni altra funzione ad esse conferita dai comuni, dalla provincia e dalla regione.

2. Spettano alle comunità montane le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione europea o dalle leggi statali e regionali.

3. Le comunità montane adottano piani pluriennali di opere ed interventi e individuano gli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socioeconomico, ivi compresi quelli previsti dalla Unione europea, dallo Stato e dalla regione, che possono concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di esecuzione del piano.

4. Le comunità montane, attraverso le indicazioni urbanistiche del piano pluriennale di sviluppo, concorrono alla formazione del piano territoriale di coordinamento.

5. Il piano pluriennale di sviluppo socioeconomico ed i suoi aggiornamenti sono adottati dalle comunità montane ed approvati dalla provincia secondo le procedure previste dalla legge regionale.

6. Gli interventi finanziari disposti dalle comunità montane e da altri soggetti pubblici a favore della montagna sono destinati esclusivamente ai territori classificati montani.

7. Alle comunità montane si applicano le disposizioni dell'articolo 32, comma 5.

 

Le comunità montane contano, a livello organizzativo, di:

- un organo rappresentativo, i cui membri sono eletti dai consigli comunali dei comuni partecipanti;

- un organo esecutivo, formato da sindaci, assessori o consiglieri dei comuni partecipanti.

 

I medesimi poteri delle comunità montane si estendono anche alle comunità isolane o di arcipelago.

 

Articolo 29 - Comunità isolane o di arcipelago

1. In ciascuna isola o arcipelago di isole, ad eccezione della Sicilia e della Sardegna, ove esistono più comuni può essere istituita, dai comuni interessati, la comunità isolana o dell'arcipelago, cui si estendono le norme sulle comunità montane.

 

 

Corpo Forestale dello Stato

 

Il Corpo forestale dello Stato, istituito nel 1822, è una Forza di polizia a ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico e nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. Concorre al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica con particolare riferimento alle aree rurali e montane.

 

Il Corpo è preposto alla sorveglianza dei Parchi, delle Aree naturali Protette e delle Riserve Naturali dello Stato; svolge compiti di polizia venatoria per reprimere il bracconaggio, di controllo sulla pesca nelle acque interne e di contrasto all’illecito smaltimento di rifiuti.

 

Oltre a questi impegni storici, il Corpo è oggi chiamato a operare su nuove frontiere per contribuire a soddisfare le istanze di sicurezza dei cittadini in campo agroalimentare, ed è impegnato anche nel controllo sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora minacciate di estinzione, come stabilito dalla Convenzione di Washington (CITES).

 

La prevenzione, l’accertamento e l’individuazione dei reati e degli illeciti in materia ambientale e agroalimentare è svolta dai Comandi Stazione Forestali presenti sul territorio nazionale durante lo svolgimento del normale servizio d’istituto di controllo e sorveglianza del territorio.

 

Tale attività è coordinata a livello provinciale dai NIPAF (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale) e a livello centrale dal NICAF (Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale).

 

Per alcuni settori particolari sono stati istituiti Nuclei operativi centrali come:

-          il Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF), che si occupa della sicurezza dei consumatori e della corretta applicazione dei regolamenti comunitari in materia agricola e forestale;

-          il Nucleo Investigativo Antincendi boschivi (NIAB), per la difesa del patrimonio boschivo dagli incendi attraverso l’attività investigativa;

-          il Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA), istituito per la difesa della fauna selvatica, che svolge attività di prevenzione e investigazione;

-          i nuclei di controllo CITES, che svolgono attività di controllo sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora minacciate di estinzione.

 

La struttura organizzativa:

 

 

Croce Rossa Italiana  www.cri.it/

 

Le COMPONENTI della Croce Rossa Italiana

 

 

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 110 del 7 marzo 1997 viene confermata alla Croce Rossa Italiana la personalità giuridica di diritto pubblico avente una durata illimitata ed il cui scioglimento può essere determinato solo per legge.

 

I compiti

Lo Statuto definisce i compiti dell'Associazione sia in tempo di guerra che in pace. Per quanto concerne i compiti in caso di conflitto armato, la Croce Rossa Italiana, in conformità alle Convenzioni di Ginevra ed ai loro Protocolli aggiuntivi del '77, "partecipa allo sgombero ed alla cura dei feriti e dei malati di guerra nonché alle vittime dei conflitti armati, allo svolgimento dei compiti di carattere sanitario e assistenziale connessi all'attività di difesa civile, a disimpegnare il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e rifugiati".

 

Sono invece compiti in tempo di pace:

·         organizzare e svolgere servizio di assistenza socio sanitario in favore di popolazioni nazionali e straniere nelle occasioni di calamità e nelle situazioni di emergenza sia interne che internazionali e svolgere i compitidi struttura operativa nazionale di protezione civile;

·         concorrere, attraverso lo strumento della convenzione, ad organizzare ed effettuare con propria organizzazione il servizio di pronto soccorso e trasporto infermi in ambito internazionale, nazionale, regionale e locale;

·         concorrere al raggiungimento delle finalità ed all'adempimento dei compiti del Servizio sanitario nazionale con il proprio personale sia volontario sia di ruolo nonché con personale comandato o assegnato a svolgere, altresì, attività e servizi sanitari e socio-assistenziali per conto dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici e privati, attraverso la stipula di apposite convenzioni;

·         promuovere la donazione del sangue, organizzare i donatori volontari, collaborare con le proprie strutture alle attività trasfusionali del Sevizio sanitario nazionale, anche costituendo idonee scorte di sangue e di emoderivati;

·         collaborare con le Forze Armate per il servizio di assistenza sanitaria;

·         promuovere la partecipazione dei giovani alle attività di Croce Rossa;

·         diffondere tra i giovanissimi, anche in ambiente scolastico ed in collaborazione con le autorità scolastiche, i principi, le finalità e gli ideali della Croce Rossa;

·         diffondere e promuovere i principi umanitari che caratterizzano l'istituzione della Croce Rossa Internazionale;

·         collaborare con le Società di Croce Rossa degli altri Paesi, aderendo al Movimento internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa;

·         adempiere a quanto connesso dalle convenzioni, risoluzioni e raccomandazioni degli organi di Croce Rossa alle Società Nazionali di Croce Rossa;

·         svolgere ogni altro compito attribuito con leggi, regolamenti e norme internazionali attinenti alla materia della Croce Rossa.

 

All'Associazione, mediante l'art. 3 dello Statuto, viene riconosciuta, inoltre, la possibilità di essere delegata, mediante convenzione, a gestire con la propria organizzazione il servizio di pronto soccorso nelle autostrade, nei porti e negli aeroporti dell'intero territorio nazionale; essa può essere delegata, inoltre, mediante concessione dallo Stato, dalle regioni e da enti pubblici allo svolgimento di altri compiti.

 

 

E

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Esercito  www.esercito.difesa.it/default.asp

 

Fin dai tempi delle Legioni di Roma, gli eserciti si sono differenziati dalle bande guerriere per organizzazione e disciplina del combattimento. Ad esempio, strutture specifiche riunivano tutti i combattenti a piedi oppure a cavallo, ed a seconda dell'armamento distribuito venivano opportunamente disposti sul terreno per la battaglia. Oltre a ciò specifiche unità provvedevano alle esigenze logistiche necessarie ai combattenti.

 

L’Esercito italiano allinea sei “Armi” e tre “Corpi”.

 

Le Armi si distinguono a seconda dell’armamento che le caratterizza: Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, Trasporti e Materiali.

 

I Corpi sono specifiche unità che provvedono alle esigenze logistiche necessarie: il Corpo Sanitario dell'Esercito, il Corpo di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito, il Corpo degli Ingegneri dell'Esercito.

 

A loro volta, Armi e Corpi si compongono di "specialità" che corrispondono al tipo di lotta che ciascun reparto è in grado di sostenere e per la quale viene strutturato e preparato.

 

L'Aviazione dell'Esercito è l'unica "specialità" di Forza Armata, non appartenente cioè a nessuna Arma o Corpo dell'Esercito, formata da personale altamente qualificato proveniente da qualsiasi Arma, specialità o Corpo dell'Esercito.

 

 

F

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Ferrovie dello Stato  www.ferroviedellostato.it/

 

La rete ferroviaria italiana è gestita dalle Ferrovie dello Stato che hanno in carico la gestione dei 16.000km di rete, per un totale di quasi 500 milioni di viaggiatori e circa 80 milioni di tonnellate di merci trasportati.

 

La struttura del gruppo e le principali società partecipate da Ferrovie dello Stato Spa. Sono riportate nello schema sottostante.

 

organigramma

 

 

Fondazione Montagna sicura  www.fondazionemontagnasicura.org


La Fondazione Montagna sicura – Montagne sûre è stata istituita con legge della Regione Autonoma Valle d’Aosta del 24 giugno 2002, n. 9, al fine di promuovere lo studio dei fenomeni e delle problematiche concernenti la sicurezza, il soccorso e la vita in montagna.

Soci fondatori sono la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Comune di Courmayeur, il Soccorso Alpino Valdostano, l’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna.

 

La Fondazione, nel perseguire le proprie finalità istituzionali ex-statuto, opera attualmente in qualità di:

a.     Centro di ricerca applicata sul territorio d’alta quota, in rete con Università internazionali e Centri di ricerca alpini;

b.     Centro di documentazione sull’alta montagna, operante in rete con la Regione, i Comuni, le Università ed i Centri di ricerca alpini, costituente un punto di riferimento per l’informazione sul territorio d’alta quota valdostano (dati e foto - immagini storiche, situazione itinerari, risultati delle ricerche condotte, cambiamenti attuali della montagna, ecc.);

c.      Centro di formazione sulle tematiche della sicurezza in montagna, dei rischi naturali e dell’ambiente alpino.

 

L’attività della Fondazione è quindi riferita ai seguenti ambiti:

-         ghiacciai, criosfera in generale, con particolare riguardo alla sicurezza del territorio d’alta quota;

-         rischi naturali in alta montagna;

-         sicurezza in montagna, informazione e prevenzione, nella logica anche di formazione degli operatori e di avvicinamento dei giovani alla montagna ed alle professioni correlate;

-         ambiente e sviluppo sostenibile, in un’ottica di promozione e di test di best practices (in particolare in veste di Antenna dell’Espace Mont Blanc).

 

 

M

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

www.minambiente.it

 

 

Ministero dell’Economia e delle Finanze

www.mef.gov.it

www.tesoro.it

Dipartimento per le politiche fiscali : http://www.finanze.it/export/sites/default/finanze/index.htm

Agenzia delle Entrate : http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/

Agenzia delle Dogane : http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/ed

Agenzia del Territorio : http://www.agenziaterritorio.it/index.htm

Agenzia del Demanio : http://www.agenziademanio.com/

 

Organigramma :

 

 

Ministero dell’Interno  www.interno.it

 

Il Ministero dell'Interno è una struttura complessa articolata a livello centrale con 5 dipartimenti e a livello periferico con prefetture, questure, comandi dei Vigili del fuoco.

 

Organigramma

 

Organigramma

 

 

P

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Polizia di stato  www.poliziadistato.it/pds/index.html

 

La Polizia di Stato italiana ha una struttura molto articolata che si occupa praticamente di tutti i settori dove la sicurezza del cittadino è l’obiettivo principale e comprende i seguenti reparti:

·         Polizia stradale

·         Polizia delle comunicazioni

·         Polizia ferroviaria

·         Polizia dell'immigrazione

·         Polizia della montagna

·         Polizia del mare

·         Polizia scientifica

·         Polizia dei giochi e delle scommesse

·         Questure/Commissariati

·         Reparti mobili

·         Polizia a cavallo

·         Servizio aereo

·         NOCS

·         Cinofili

·         Tiratori scelti

·         Artificieri

·         Servizio sanitario

·         Centro Elaborazione Dati

·         Scuola Superiore di Polizia

·         Reparto prevezione crimine

 

 

Prefetto

 

Nell'ordinamento amministrativo italiano il prefetto è un organo monocratico dello Stato, rappresentante del Governo nella provincia, preposto ad ufficio denominato prefettura-ufficio territoriale del governo.

 

I prefetti sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica Italiana, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, nei limiti delle disponibilità di organico. Almeno tre quinti dei nominati devono provenire dalla carriera prefettizia (art. 236 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3) e devono quindi rivestire la qualifica di vice-prefetto, mentre i rimanenti possono essere immessi dall'esterno.

 

L'incarico di titolare dell'ufficio territoriale del Governo è conferito al prefetto con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno. Si tratta di una decisione di alta amministrazione, connotata quindi da ampia discrezionalità; con le stesse modalità il prefetto può essere trasferito ad altro incarico.

 

Da quanto detto emerge che la qualifica di prefetto è concettualmente distinta dall'incarico di titolare dell'ufficio territoriale del governo; le due posizioni sono infatti attribuite con atti diversi, sebbene la seconda presupponga la prima. Del resto, oltre alla titolarità di un ufficio territoriale di governo, i prefetti possono ricoprire altri incarichi nel Ministero dell'interno, tra i quali quelli di capo e vice capo della polizia, capo di gabinetto, capo di dipartimento e titolare di un ufficio dirigenziale generale.

 

Il prefetto dipende gerarchicamente dal Ministro dell'interno ma il Presidente del Consiglio dei Ministri e gli altri ministri, nell'esercizio del potere di indirizzo politico-amministrativo, possono emanare apposite direttive ai prefetti.

Il prefetto è preposto ad un ufficio complesso che fino al 1999 era denominato prefettura; l'art. 11 del D.Lgs. 300/1999 ne ha mutato il nome in ufficio territoriale del governo; il nome è stato ulteriormente mutato dall'art. 1 del D.Lgs. 29/2004 in prefettura - ufficio territoriale di governo. A ciascuno di questi uffici sono assegnati vice prefetti e vice prefetti aggiunti, preposti alle unità organizzative in cui si articolano (ufficio di gabinetto, aree funzionali ecc.); inoltre, ad un vice prefetto (detto vice prefetto vicario) sono attribuite le funzioni vicarie del prefetto.

 

La prefettura - ufficio territoriale del governo è organo periferico del Ministero dell'Interno ma svolge funzioni di rappresentanza generale del governo sul territorio. Secondo l'art. 11 del D.Lgs. 300/1999 la prefettura-ufficio territoriale del governo, ferme restando le proprie funzioni (attribuite nel tempo da molteplici norme di legge), assicura l'esercizio coordinato dell'attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato e garantisce la leale collaborazione di tali uffici con gli enti locali.

 

Un ruolo importante è rivestito dal prefetto per quel che riguarda i rapporti tra Stato e autonomie locali, di cui assicura il regolare funzionamento: può proporre al Ministro dell'interno la rimozione del sindaco, del presidente della provincia, dei presidenti di consorzi e comunità montane, dei consiglieri, degli assessori e dei presidenti dei consigli circoscrizionali quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico e, nell'attesa del decreto di rimozione, sospendere tali amministratori; può avviare la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale e l'invio di un commissario e, nell'attesa del decreto di scioglimento, sospendere il consiglio; può inoltre disporre ispezioni per accertare il regolare funzionamento dei servizi di competenza del sindaco quale ufficiale del Governo e, ove il sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai relativi compiti, può nominare un commissario per l'adempimento delle funzioni stesse.

 

Secondo l'art. 54 del D.Lgs. 267/2000 il prefetto ha il potere di adottare, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti (detti ordinanze contingibili ed urgenti) al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini, ove non vi provveda il sindaco. Analoghi provvedimenti possono essere adottati dal prefetto, in caso di urgenza o grave necessità pubblica, se indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica (art. 2 del R.D. 733/1931, di approvazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

 

Tra gli altri compiti, il prefetto ha responsabilità in materia di protezione civile, sovrintendendo al coordinamento degli interventi di immediato soccorso per fronteggiare le situazioni di emergenza; svolge attività di mediazione nelle vertenze di lavoro e di garanzia dei servizi pubblici essenziali; irroga sanzioni amministrative per le infrazioni depenalizzate ed in materia di circolazione stradale.

 

Nell'esercizio delle sue funzioni il prefetto adotta provvedimenti amministrativi, solitamente in forma di ordinanza o decreto.

 

In ogni regione a statuto ordinario il prefetto preposto all'ufficio territoriale del Governo avente sede nel capoluogo svolge le funzioni di rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie. In questa veste esercita alcune residue funzioni del commissario del Governo, organo dello Stato presso la regione soppresso dalla legge costituzionale 3/2001.

 

Per cui, ad esempio, spetta al prefetto del capoluogo regionale assicurare che i rapporti tra Stato e regione siano informati al principio di leale collaborazione; informare il Governo degli atti della Regione per i quali potrebbe essere necessario ricorrere al giudizio della Corte Costituzionale; dare esecuzione ai provvedimenti con i quali il Governo esercita il potere sostitutivo nei confronti delle regioni ai sensi dell'art. 120 della Costituzione.

 

Nella Regione Valle d'Aosta, dove è stata soppressa la provincia, non esiste una prefettura - ufficio territoriale del governo e le competenze prefettizie sono attribuite al Presidente della Giunta regionale e alla commissione di coordinamento, composta da un prefetto, rappresentante del Ministero dell’interno, che la presiede, da un rappresentante del Ministero delle finanze e da un rappresentante della Regione, eletto dal Consiglio della Valle.

 

Non esiste una prefettura - ufficio territoriale del Governo nemmeno nelle province autonome di Trento e Bolzano, dove le funzioni prefettizie sono ripartite tra i commissari del Governo e i presidenti delle province stesse.

 

 

Presidenza del Consiglio  www.governo.it

 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri è la struttura istituzionale di supporto all'attività del Presidente del Consiglio.

 

 

Protezione Civile: Sistema Nazionale di Protezione Civile  www.protezionecivile.it/

 

Con "protezione civile" si intendono tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.

 

Con la legge del 24 febbraio 1992, n.225 l'Italia ha organizzato la protezione civile come "Servizio nazionale", coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto, come dice il primo articolo della legge, dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici nazionali e territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale. Al coordinamento del Servizio nazionale e alla promozione delle attività di protezione civile, provvede il Presidente del Consiglio dei Ministri attraverso il Dipartimento della Protezione civile.

 

Nella maggioranza dei Paesi europei, la protezione civile è un compito assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture pubbliche.

 

In Italia, la funzione di protezione civile coinvolge tutta l'organizzazione dello Stato, al centro e in periferia, dai Ministeri al più piccolo comune, ed anche la società civile partecipa a pieno titolo al Servizio nazionale della protezione civile, soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato. Le ragioni di questa scelta, che caratterizza la struttura della protezione civile italiana, si possono individuare nell'incontro tra una motivazione istituzionale ed una esigenza operativa legata alle caratteristiche del nostro territorio.

 

Dal punto di vista dell'ordinamento amministrativo, è in corso da anni un processo di riforma orientato ad aumentare il peso, le competenze e le responsabilità delle istituzioni regionali e locali, attuando e sviluppando in forme adeguate alle esigenze di oggi gli orientamenti al regionalismo e alla valorizzazione delle istituzioni locali già presenti nella Carta costituzionale. La protezione civile non poteva essere estranea a questo processo, che spiega l'importanza crescente che stanno assumendo nella struttura del sistema nazionale della protezione civile le Regioni e le amministrazioni locali, l'aumento delle responsabilità e delle competenze loro affidate, l'articolazione dei livelli di decisione e di intervento, la complessità delle esigenze di direzione e coordinamento del sistema ai vari livelli.

 

Il modello di organizzazione della nostra protezione civile, che origina dal processo di riorganizzazione dell'ordinamento amministrativo, risulta particolarmente adeguato ad un contesto territoriale come quello italiano, che presenta una gamma di possibili rischi di calamità e catastrofi sconosciuta negli altri Paesi europei. Quasi ogni area del paese risulta interessata dalla probabilità di qualche tipo di rischio, e ciò rende necessario un sistema di protezione civile che assicuri in ogni area la presenza di risorse umane, mezzi, capacità operative e decisionali in grado di intervenire in tempi brevissimi in caso di calamità, ma anche di operare con continuità per prevenire e, per quanto possibile, prevedere i disastri.

 

Il sistema del Servizio Nazionale della Protezione Civile che si è costruito è basato sul principio di sussidiarietà.

Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio. Quando si verifica un evento calamitoso, il Servizio nazionale della protezione civile è in grado, in tempi brevissimi, di definire la portata dell'evento e valutare se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte.

In caso contrario si mobilitano immediatamente i livelli provinciali, regionali e, nelle situazioni più gravi, anche il livello nazionale, integrando le forze disponibili in loco con gli uomini e i mezzi necessari. Ma soprattutto si identificano da subito le autorità che devono assumere la direzione delle operazioni: è infatti evidente che una situazione di emergenza richiede in primo luogo che sia chiaro chi decide, chi sceglie, chi si assume la responsabilità degli interventi da mettere in atto. Nei casi di emergenza nazionale questo ruolo compete al Dipartimento della Protezione Civile, mentre la responsabilità politica è assunta direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri è il braccio operativo del Presidente del Consiglio, quando si tratta di affrontare i problemi della tutela delle persone e dei beni del Paese, sottoposti a particolari minacce e pericoli che derivano da condizione di rischio naturale o ambientale.

 

Il Dipartimento, oggi organizzato in 8 uffici generali e 43 servizi, costituisce il fulcro del servizio nazionale della protezione civile, con compiti di promozione e coordinamento dell'intero sistema; di intervento diretto in caso di calamità nazionali; di definizione di procedure di intervento ed azione comuni a tutto il sistema; di orientamento della legislazione relativa alla prevenzione dei rischi; di sostegno alle strutture periferiche del sistema, specie le più deboli e meno dotate di risorse proprie; di promozione e sostegno alle attività di formazione e alla crescita dell'associazionismo di protezione civile; di informazione dell'opinione pubblica e di promozione della cultura della protezione civile specie nei confronti delle giovani generazioni; di regia nella costruzione e nella gestione delle reti informative indispensabili per la prevenzione dei rischi; di produzione e gestione delle normative eccezionali e derogatorie - le ordinanze - indispensabili per accelerare gli interventi di emergenza e far fronte alle calamità, al fine di ridurre al minimo il danno alle persone e alle cose.

 

La specializzazione del personale del Dipartimento nell'area del governo delle emergenze, sia sotto il profilo amministrativo che tecnico-operativo, ha portato il Governo a richiederne l'intervento in tutte le situazioni, anche atipiche, in cui siano necessari capacità organizzativa e gestionale di operazioni complesse, il coordinamento efficace ed autorevole di numerose amministrazioni ed istituzioni, come nel caso dei "grandi eventi" o, più di recente, nell'affrontare i rischi nuovi che si presentano all'Italia dal versante del terrorismo internazionale, o da quello della diffusione di pericolose epidemie.

La protezione civile si avvale di tutti i Corpi organizzati dello Stato, a partire dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che per la sua specifica preparazione costituisce una componente indispensabile in ogni intervento. Grande affidabilità in tutte le emergenze assicurano le Forze dell'ordine, gli uomini delle Forze Armate, il personale del Corpo forestale dello Stato, della Guardia di Finanza, della Croce Rossa Italiana.

 

Ma è soprattutto sul volontariato che sempre più la protezione civile italiana può fare affidamento. Dalle prime esperienze generose e disorganizzate di volontariato spontaneo, come gli "angeli del fango", intervenuti numerosi nell'alluvione di Firenze del 1966, si è avviato un percorso virtuoso che ha saputo incanalare la generosità e la solidarietà di tanti italiani nelle forme organizzative dell'associazionismo, oggi organizzato su base regionale, cresciuto in numero di volontari disponibili - i membri delle associazioni di protezione civile sono circa 1.200.000 - in capacità operative, preparazione, competenza, esperienza e dotazione di mezzi tecnici e strumenti operativi.

 

Se fino agli anni '80 del secolo scorso il volontariato organizzato rappresentava una componente ausiliaria delle forze in campo, negli ultimi anni ha messo a disposizione nelle situazioni di emergenza più del 50% delle risorse umane impiegate.

 

 

E' fondamentale che la protezione civile sia una "macchina di intervento in emergenza" bene organizzata, in grado di ridurre al minimo il tempo che intercorre tra un evento calamitoso e i primi soccorsi e interventi. A questo obiettivo sono dedicati il lavoro di definizione dei "piani di emergenza" (Piani di Protezione Civile), elaborati a livello nazionale e locale; il continuo aggiornamento delle procedure di emergenza, indispensabili per far sì che al momento del bisogno tutti coloro che devono intervenire sappiano già cosa fare e come farlo; lo scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema; le attività di formazione del personale e le esercitazioni di tutte le componenti che intervengono nella protezione civile; il potenziamento dei mezzi tecnici a disposizione. Grazie a questo lavoro sistematico e all'iniziativa delle strutture decentrate soprattutto a livello regionale, negli ultimi anni gli interventi di protezione civile hanno visto i tempi medi del soccorso ridursi notevolmente, fino a pochi minuti. Altrettanto è considerevolmente aumentata la conoscenza delle azioni necessarie e la capacità di operare per ridurre il danno alle persone, alle cose, al patrimonio artistico e ai beni culturali e i tempi per il ripristino delle normali condizioni di vita nelle zone disastrate.

 

Le attività svolte dalla Protezione Civile sono relative a:

 

Previsione

L'attività di previsione è assicurata da un sistema di reti che collegano la protezione civile ai centri nazionali di ricerca scientifica, a sistemi tecnologici di raccolta ed elaborazione di informazioni sui diversi tipi di rischio e sulle condizioni che possono aumentare le probabilità di pericolo per la collettività, a centri di elaborazione delle informazioni in grado di segnalare con il massimo anticipo possibile le probabilità che si verifichino eventi catastrofici. Questo insieme di attività tecnico-scientifiche, che vanno dalla raccolta di informazioni sul territorio alla loro elaborazione, fino alla interpretazione dei dati raccolti in base a modelli e simulazioni di eventi, mette in condizione la protezione civile, ai vari livelli, di valutare le situazioni di possibile rischio, allertare il sistema di intervento con il massimo anticipo utile, ma anche di fornire alle autorità preposte gli elementi necessari a prendere decisioni ragionate e tempestive. E' questo il lavoro continuo, poco visibile, ma di fondamentale importanza, dei nuclei di previsione della protezione civile, che si sta trasformando in una rete di "Centri funzionali" organizzati a livello nazionale e regionale.

 

Prevenzione

La conoscenza del territorio e delle soglie di pericolo per i vari rischi costituisce la base, oltre che per le attività di previsione necessarie a rendere efficiente la macchina dei soccorsi, anche per individuare gli indirizzi e le linee dei vari tipi di interventi di prevenzione possibili. E' compito della protezione civile individuare e segnalare alle autorità competenti gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare il possibile danno. In questo contesto si inquadra la recente revisione della carta sismica nazionale. Come è noto, la scienza non è in grado, ad oggi, di prevedere il verificarsi di un terremoto.

Tuttavia sono disponibili informazioni rigorose e scientificamente verificate sulla diversa esposizione al rischio sismico delle aree del territorio nazionale.

 

Le relazioni internazionali

Il Dipartimento opera anche a livello internazionale, in accordo con le analoghe istituzioni di altri Paesi e nel quadro delle istituzioni internazionali a livello mondiale e soprattutto europeo, e partecipa ad interventi di protezione civile all'estero, che rappresentano un segno della solidarietà internazionale dell'Italia e della capacità operativa, tecnica ed umana degli uomini della nostra protezione civile

 

I Centri Funzionali del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile

Il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali (si veda Arpa Piemonte), promosso dal Dipartimento della protezione civile, dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, si propone di realizzare una rete di centri operativi per il “Sistema di allertamento” nazionale distribuito ai fini di protezione civile che, attraverso attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti effetti relativi sul territorio, sia di supporto alle decisioni delle autorità preposte all’allertamento delle diverse componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile e alle diverse fasi di gestione dell’emergenza in attuazione dei “Piani di emergenza di protezione civile” provinciali e comunali. La Direttiva emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 27 febbraio 2004, inserendosi nel contesto nazionale, detta gli indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale di tale sistema di allertamento; definisce i soggetti istituzionali e gli organi territoriali coinvolti nelle attività di previsione e prevenzione del rischio e di gestione dell’emergenza; stabilisce gli strumenti e le modalità con cui le informazioni relative all’insorgenza ed evoluzione del rischio idrogeologico ed idraulico, devono essere raccolte, analizzate e rese disponibili alle autorità coinvolte.

 

Al governo del sistema di allertamento nazionale distribuito concorrono responsabilmente: -la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento della protezione civile; -le Presidenze delle Giunte regionali, attraverso soggetti e strutture a tal fine individuati e/o delegati, in attuazione di quanto specificato dalla circolare del 30 settembre 2002, n. DPC/CG/0035114 e di quanto previsto dalla legge 183/1989 e successive modificazioni, dalla legge n. 225/1992, dal decreto legislativo n. 112/1998 e dalla legge n. 401/2001 e dalle normative regionali di riferimento. La gestione del sistema di allertamento nazionale è quindi assicurata dal Dipartimento della protezione civile, dalle Regioni e dalle Province Autonome di Tento e Bolzano attraverso la rete dei Centri Funzionali, nonché le strutture regionali ed i Centri di Competenza chiamati a concorrere funzionalmente ed operativamente a tale rete.

 

http://www.protezionecivile.it/cms/images/centriFunzionali/home1.gif

 

Compito della rete dei Centri Funzionali è quello di far confluire, concentrare ed integrare tra loro:

- i dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l’osservazione della terra;

- i dati territoriali idrologici, geologici, geomorfologici e quelli derivanti dai sistemi di monitoraggio delle frane; -le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche.

 

La finalità di tale compito è di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dell’anno e, se del caso, su tutto l’arco delle 24 ore giornaliere che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti per le allerte e per la gestione dell’emergenza, nonché assolva alle necessità operative dei sistemi di protezione civile.

 

http://www.protezionecivile.it/cms/images/centriFunzionali/home2.gif

 

 

Protezione Civile Provinciale  www.provincia.torino.it/protciv/

 

Sulla base di quanto detto per il sistema di protezione civile nazionale, si fonda il funzionamento della protezione civile provinciale (per le regioni in cui esistono province, quali il Piemonte).

 

A titolo di esempio si riporta il sito della protezione civile torinese, sulle cui pagine sono indicate le attività della stessa:

 

Il lavoro del Servizio Protezione Civile della Provincia di Torino si articola nelle seguenti fasi:

- in condizioni ordinarie, monitora i livelli di rischio sul territorio con strategie di previsione e prevenzione secondo i piani del Programma Provinciale di Previsione e Prevenzione; predispone l'aggiornamento e la verifica dei documenti di pianificazione provinciale, comunale e intercomunale secondo il Piano Provinciale di Protezione Civile; aggiorna il Sistema Informativo Territoriale e il Piano di Attivazione Interno per Emergenze di Protezione Civile; promuove la cultura della protezione civile sul territorio;

- in situazioni di emergenza, si occupa del monitoraggio dell'evento calamitoso, verifica e attiva la disponibilità delle risorse del volontariato e i mezzi straordinari in accordo con il Coordinamento delle Associazioni e dei Gruppi Comunali ed Intercomunali di volontariato di Protezione Civile;, gestisce le segnalazioni dal territorio, svolge funzioni di supporto in merito alla circolazione, alla viabilità, al volontariato e agli enti locali in seno al Centro Coordinamento Soccorsi e coordina gli interventi della Protezione Civile provinciale e dei Servizi competenti.

 

Come previsto dall'art. 108 del D.Lgs. 112/1998 e dall'art. 71 della L.r. 44/2000 è compito della Provincia predisporre il Piano Provinciale di Protezione Civile sulla base degli indirizzi regionali. Inoltre secondo il Protocollo di intesa tra l'Ufficio Territoriale del Governo - Prefettura di Torino e la Provincia di Torino è compito della Provincia predisporre il Piano Provinciale di Protezione Civile di concerto con il Prefetto.

 

Sul sito è inoltre visionalbile il Piano Provinciale di Protezione Civile, aggiornato al 31.3.2003.

 

 

Protezione Civile Regionale – Regione Piemonte  www.regione.piemonte.it/protciv/

 

Sulla base di quanto detto per il sistema di protezione civile nazionale, si fonda il funzionamento della protezione civile regionale.

All'interno dell’organizzazione regionale il Settore è inserito nella Direzione Opere Pubbliche.

 

Al Settore compete, nel rispetto dell'indirizzo della Giunta Regionale ed in conformità con gli obiettivi fissati dagli Organi di Governo, lo svolgimento delle attività in materia di:

·         Coordinamento per quanto di competenza delle attività di protezione civile e cura dei relativi rapporti con i soggetti e gli organismi interessati;

·         programmazione della materia e promozione del volontariato;

·         predisposizione, cura e sistematico aggiornamento di dati ed informazioni rilevanti per gli obiettivi della protezione civile;

·         gestione della sala operativa in caso di emergenza; collaborazione con le strutture regionali competenti per la gestione operativa di emergenze conseguenti a calamità naturali ed antropiche.

 

I compiti specifici sono individuati dalle leggi di riferimento che ne definiscono gli strumenti, ne stabiliscono i compiti e ne individuano le risorse.

 

In particolare dopo la Legge Regionale 26/04/00 n.44 e la 14/04/03 n 7, il ruolo delle Amministrazioni Provinciali e dei Comuni ha assunto, nella gestione dell'emergenza un'importanza rilevante anche se solo con i regolamenti indicati nella Legge Regionale 7/03, il sistema regionale di protezione civile avrà disegno compiuto.

 

Il Consiglio Regionale piemontese ha istituito dal 1996 la giornata di Protezione Civile.

 

L'organizzazione della giornata del 5 novembre vuole essere un momento di sintesi delle iniziative che coinvolgono le istituzioni scolastiche.

 

 

Protezione Civile Regionale – Regione Autonoma Valle d’Aosta  www.regione.vda.it/protezione_civile/in_valle/

 

All'interno dell’organizzazione regionale il Dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile fa capo direttamente alla Presidenza della Regione.

Autorità responsabili e organi

Nella Regione Autonoma Valle d'Aosta le autorità responsabili delle attività di Protezione civile sono:

·         Il Sindaco nell'ambito del territorio comunale;

·         Il Presidente della Regione in ambito sovracomunale e regionale.

La legge 225/92, in coerenza con la speciale autonomia di cui gode la Valle d'Aosta, attribuisce al Presidente della Regione anche le funzioni che nelle altre regioni fanno capo al Presidente della Provincia ed al Prefetto. Pertanto nella Regione Autonoma Valle d'Aosta le attività e l'organizzazione di Protezione Civile fanno capo ad un'unica autorità di vertice rappresentata dal Presidente della Regione; egli infatti sovrintende alle attività di Protezione Civile avvalendosi della Direzione regionale della Protezione Civile e del Centro Operativo Regionale , presiede il Comitato regionale per la Protezione Civile e dirige direttamente il Centro di coordinamento dei soccorsi (C.C.S.). Il Presidente della Regione alla dichiarazione dello stato di emergenza per il territorio regionale da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, assume automaticamente, in forza delle sue attribuzioni prefettizie, le funzioni di commissario delegato ed i conseguenti ampi poteri di ordinanza previsti all'art. 5 della Legge 225/92.

 

Organi della protezione civile regionale

Sono organi della Protezione Civile a livello regionale:

·         Il Comitato Regionale per la Protezione Civile: l'organo collegiale consultivo e deliberativo di cui si avvale il Presidente della Regione per definire i programmi di prevenzione ed assicurare il coordinamento delle attività regionali in materia di Protezione Civile. É composto dai responsabili di tutti i settori di interesse essenziale per la Protezione Civile.

·         La Direzione Protezione Civile nel cui ambito si colloca il Servizio interventi operativi. La Sala di ascolto radiotelefonico della Direzione protezione civile assicura l'ascolto radiotelefonico 24 ore su 24. La segnalazione di un evento viene gestita in relazione alla sua gravità ed alla complessità degli interventi di soccorso necessari per fronteggiarlo. La Direzione protezione civile dispone di 2 nuclei di pronto impiego (dislocati uno ad Aosta ed uno a Courmayeur), composti da Guide alpine del Soccorso Alpino Valdostano, da unità cinofile e da personale medico del 118, trasportati su elicottero e particolarmente esperti negli interventi di soccorso in montagna.

·         Il Centro di coordinamento dei soccorsi (C.C.S.), che viene costituito con provvedimento del Presidente della Regione per la gestione degli interventi di soccorso in situazioni di emergenza di particolare gravità o estensione territoriale. Opera nel Centro Operativo Regionale e, tramite la Sala operativa, gestisce gli interventi di soccorso. E' presieduto dal Presidente della Regione ed è costituito dalle persone che compongono il Comitato regionale della protezione civile integrato da tecnici, esperti, rappresentanti di enti, organismi, comandi coinvolti negli interventi.

 

Le strutture operative in regione

In emergenza viene attivato, nella sede della Direzione protezione civile, il Centro Operativo Regionale (C.O.R.), che è l'organo di coordinamento delle strutture di protezione civile sul territorio colpito ed è costituito da:

·         Un'Area strategia, nella quale afferiscono i soggetti preposti a prendere decisioni (C.C.S.);

·         Una Sala operativa, strutturata in Funzioni di supporto, da cui partono tutte le operazioni di intervento, soccorso ed assistenza nel territorio colpito secondo quanto deciso dall'Area Strategia. Le Funzioni di supporto costituiscono l'organizzazione delle risposte, distinte per settori di attività e di intervento, che occorre dare alle diverse esigenze operative.

Concorrono alle attività di Protezione civile in regione:

·         Corpo Valdostano Vigili del Fuoco;

·         Forze dell'Ordine (Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Vigili Urbani);

·         USL Valle d'Aosta;

·         Forze Armate;

·         Croce Rossa Italiana;

·         Corpo Forestale valdostano;

·         Soccorso Alpino valdostano (S.A.V.);

·         Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (A.R.P.A.);

·         Organizzazioni di Volontariato;

·         Aziende e privati cittadini.

Il volontariato

Il volontariato di Protezione civile è nato sotto la spinta delle grandi emergenze verificatesi in Italia a partire dall'alluvione di Firenze del 1966.

Il suo ruolo si è rafforzato e valorizzato sia all’interno del sistema protezione civile che sul territorio.

Con la legge 24 febbraio1992 n° 225, Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile, è stato riconosciuto il valore del volontariato ed il suo ruolo di "struttura operativa nazionale", quale parte integrante del sistema pubblico, alla stregua delle altre componenti istituzionali, come i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, il Corpo forestale, ecc.

Con D.P.R. 8 febbraio 2001 n° 194, Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile, è disciplinata la partecipazione delle stesse alle attività di protezione civile e prevede, tra l’altro, alcuni benefici di legge a favore del volontario lavoratore, sia pubblico che privato, utilizzato in attività di pianificazione, simulazione e soccorso (purché autorizzate dal Dipartimento della Protezione Civile di Roma) e precisamente il mantenimento del posto di lavoro e della retribuzione.

Le organizzazioni di volontariato che intendono collaborare con il “Sistema regionale protezione civile” si iscrivono nel registro regionale del volontariato e segnalano la propria disponibilità alla Direzione Protezione Civile, come previsto dalla L.R. 6 dicembre 1993 n° 83.

Le organizzazioni di volontariato convenzionate con la Regione Autonoma Valle d’Aosta sono le seguenti:

·         Nucleo Volontari e PC A.N.C. – Vallée

·         Psicologi per i Popoli – Emergenza Valle d’Aosta

·         Team Ricerca

·         Unità Soccorso e Ricerca

·         Valle d’Aosta Motorsport

·         Volontari del Soccorso della Valpelline

Sono inoltre in fase di perfezionamento accordi puntuali con altri gruppi di volontariato presenti sul territorio, sempre finalizzati ad una capillare gestione delle emergenze.

L’obiettivo comune è di creare un sistema di pronta risposta in caso di calamità, sia a livello locale che a livello nazionale ed internazionale, valorizzando al massimo le peculiarità e le professionalità di ciascun gruppo, in piena integrazione con le forze istituzionali.

 

Il contesto interregionale e interfrontaliero

La Regione Autonoma Valle d'Aosta ha i propri confini in comune con la regione Piemonte, con il Cantone del Vallese e con l'Alta Savoia. Ne deriva la condivisione di comuni situazioni di rischio e la conseguente opportunità di uno scambio di informazioni e di una armonizzazione ed integrazione delle attività di Protezione Civile.

Sono operanti in materia accordi e convenzioni a livello statale (Italia - Francia e Italia - Svizzera) ed accordi particolari di reciproco soccorso a livello interregionale (Regione Valle d'Aosta - Prefettura dell'Alta Savoia).

 

Provincia

 

In Italia, la provincia è un ente locale territoriale il cui territorio è per estensione inferiore a quello della Regione (e compreso in una sola Regione) e comprende il territorio di più comuni (a sua volta il territorio di ogni comune fa parte di una sola provincia). La disciplina delle Province è contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione (artt. 114 ss.) e, ovviamente, in fonti primarie e secondarie che attuano il disposto costituzionale. Tranne quelle autonome, tutte le province fanno parte dell'Unione delle province d'Italia (Upi).

 

Attualmente le province italiane sono territorialmente 110, cui corrispondono 109 Amministrazioni Provinciali, suddivise in 20 regioni.

 

Per la Valle d'Aosta le competenze provinciali vengono espletate dalla regione, per cui non esiste l'Amministrazione Provinciale.

 

Le province di Bolzano e Trento sono province autonome con competenze di tipo provinciale e regionale.

Le nove circoscrizioni provinciali della Sicilia sono state soppresse dallo Statuto regionale e tecnicamente sostituite con LR n. 9/1986 da un pari numero di "Province regionali" formate come liberi consorzi comunali.

 

A causa della presenza di 5 province con 2 capoluoghi e di 1 provincia con 3 capoluoghi, i capoluoghi provinciali italiani sono 116 a fronte di sole 109 province. Aosta è un capoluogo regionale, ma è considerata nelle statistiche, come 117° capoluogo, in quanto capoluogo della regione che svolge le funzioni di provincia.

 

 

R


(A
_C_E_F_M_P_R_S_V)


Regione

 

L'Italia è costituita da "enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni", tra cui le Regioni ( art. 114 Cost.).

 

Le Regioni, secondo quanto indicato dall'art. 131 Cost., sono 20; 5 di queste sono dotate di statuto speciale e una (Trentino-Alto Adige/Südtirol), fra queste ultime, è costituita dalle uniche Province autonome -dotate, cioè, di poteri legislativi analoghi a quelli delle Regioni- dell'ordinamento italiano (Trento e Bolzano).

 

La legislazione sul decentramento amministrativo ha assegnato alla difesa del suolo valenza di interesse nazionale, obiettivo al quale le regioni concorrono anche attraverso le proprie competenze in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica.

 

In particolare, per quanto attiene al ruolo assegnato alle regioni dal d.lgs. 112/1998, le principali novità riguardano: l'attribuzione della gestione del demanio idrico; la competenza sull'assetto idraulico di tutto il reticolo classificato e non classificato; i conseguenti compiti di polizia idraulica, di pronto intervento e di polizia delle acque; la programmazione, pianificazione e gestione degli interventi di difesa della costa e degli abitati costieri.

 

Ciascuna Regione ha costruito, nell'ambito della propria legislazione, un autonomo assetto organizzativo di competenze, valutando quali compiti e funzioni risultino meglio attribuite a Province, Comuni e Comunità montane in relazione alle differenti peculiarità regionali, fermi restando i criteri e i principi predefiniti dalla normativa di principio della L. 59/1997 e successivi decreti delegati.

 

Il quadro normativo tende a confermare gli indirizzi e gli strumenti già da tempo previsti dalla legge-quadro sulla difesa del suolo (legge 19 maggio 1989, n. 183), rappresentati dal sistema delle Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali, quali istituzioni preposte alla pianificazione ed alla programmazione degli interventi a tutela del complesso dei valori compresi nei rispettivi bacini idrografici.

 

Una particolare attenzione è stata mantenuta dallo Stato per quanto concerne la programmazione ed il finanziamento degli interventi di difesa del suolo (stanziamenti della L. 183/1989 a carico dello Stato).

Di assoluto rilievo è l'affidamento alle regioni, con il processo di decentramento amministrativo, della gestione del demanio idrico, che comprende la determinazione e l'introito dei relativi canoni di concessione, ma non la titolarità dei relativi beni che è rimasta in capo allo Stato.

 

 

Regione Autonoma Valle d’Aosta www.regione.vda.it

 

In base allo Statuto speciale per la Valle d'Aosta - Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 – sono organi della Regione: il Consiglio della Valle, la Giunta regionale e il Presidente della Regione.

 

Per quanto riguarda le funzioni della Regione, l’articolo 2 del Titolo II specifica le materie nelle quali la Regione ha potestà legislativa (in armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica):

a.    ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale;

b.    ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni;

c.     polizia locale urbana e rurale;

d.    agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna;

e.    piccole bonifiche ed opere di miglioramento agrario e fondiario;

f.      strade e lavori pubblici di interesse regionale;

g.    urbanistica, piani regolatori per zone di particolare importanza turistica;

h.    trasporti su funivie e linee automobilistiche locali;

i.       acque minerali e termali;

j.      caccia e pesca;

k.     acque pubbliche destinate ad irrigazione ed a uso domestico;

l.       incremento dei prodotti tipici della Valle;

m.  usi civici, consorterie, promiscuità per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime proprietà culturali;

n.    artigianato;

o.    industria alberghiera, turismo e tutela del paesaggio;

p.    istruzione tecnico-professionale;

q.    biblioteche e musei di enti locali;

r.      fiere e mercati;

s.     ordinamento delle guide, scuole di sci e dei portatori alpini;

t.      toponomastica;

u.    servizi antincendi.

 

Inoltre, per l’articolo 3 del Titolo II, la Regione ha la potestà di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, entro i limiti indicati nell'articolo 2, per adattarle alle condizioni regionali, nelle seguenti materie:

a.    industria e commercio;

b.    istituzione di enti di credito di carattere locale;

c.     espropriazione per pubblica utilità per opere non a carico dello Stato;

d.    disciplina dell'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico;

e.    disciplina della utilizzazione delle miniere;

f.      finanze regionali e comunali;

g.    istruzione materna, elementare e media;

h.    previdenza e assicurazioni sociali;

i.       assistenza e beneficenza pubblica;

j.      igiene e sanità, assistenza ospedaliera e profilattica;

k.     antichità e belle arti;

l.       annona;

m.  assunzione di pubblici servizi.

 

Attualmente, la Regione Autonoma Valle d’Aosta conta le seguenti strutture :

·        Presidenza della Regione

·        Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali

·        Assessorato alle Attività Produttive e Politiche del Lavoro

·        Assessorato Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni Regionali

·        Assessorato Istruzione e Cultura

·        Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali

·        Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche

·        Assessorato Turismo, Sport, Commercio e Trasporti

 

Con particolare riferimento ai temi connessi con i rischi naturali, si riportano le funzioni dei servizi tecnici che hanno competenza in materia.

 

Presidenza della Regione

Protezione Civile Regionale

Si veda la sezione specifica : Protezione Civile Regionale – Regione Autonoma Valle d’Aosta

 

Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche

Dipartimento Territorio, ambiente e risorse idriche

1.     indirizza, organizza e coordina le attività connesse con l’applicazione delle norme comunitarie, nazionali e regionali, in materia di urbanistica, di governo del territorio, di uso e tutela delle risorse idriche, di difesa del suolo, di ambiente

2.     indirizza, organizza, pianifica, coordina e controlla le attività e gli interventi finalizzati al governo del territorio, alla difesa del suolo, alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e alla tutela dell’ambiente nell’ambito dei programmi regionali, nazionali e comunitari in materia e in collaborazione con le competenti strutture del Dipartimento

3.     organizza e gestisce le attività tecniche ed amministrative in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, di tutela della qualità dell’aria, di inquinamento acustico, di tutela dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico e dall’inquinamento acustico anche in collaborazione con la competente struttura in materia di gestione delle risorse idriche

4.     provvede alla realizzazione, gestione, aggiornamento e distribuzione della cartografia tecnica regionale

5.     cura la gestione, le attività di raccolta, validazione e distribuzione dei dati e lo sviluppo del Sistema informativo territoriale regionale, e collabora con le strutture regionali competenti in materia di informatizzazione nel definire gli standards tecnici del sistema stesso

 

Direzione ambiente

-   predisposizione e coordinamento dei progetti comunitari in materia di ambiente e territorio

 

Direzione tutela del territorio

-   gestisce e coordina ricerche e studi geologici, idrogeologici, geologico — tecnici per la caratterizzazione delle zone del territorio regionale soggette a rischio geologico ed idraulico, in collaborazione con le altre strutture del Dipartimento e dell’Amministrazione regionale che operano nel settore della difesa del suolo

-   gestisce e coordina le attività tecniche ed amministrative di verifica delle perimetrazioni delle aree a rischio idrogeologico in applicazione della normativa regionale in materia di ambiti inedificabili per frane ed inondazioni, in collaborazione con le altre strutture del Dipartimento e dell’amministrazione regionale che operano nel settore della difesa del suolo

-   gestisce e coordina le attività tecniche ed amministrative connesse all’applicazione della normativa regionale in materia di delocalizzazione di immobili ed infrastrutture in aree a rischio idrogeologico, in collaborazione con le altre strutture del Dipartimento e dell’Amministrazione regionale che operano nel settore della difesa del suolo

-   gestisce e coordina le procedure autorizzative di strutture ed infrastrutture ricadenti in ambiti classificati a rischio, in applicazione della normativa regionale in materia di ambiti inedificabili per frane

-   provvede alla attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale

-   gestisce e coordina ricerche e studi geologici ed ingegneristici per la caratterizzazione delle zone del territorio regionale soggette a rischio sismico

-   organizza e gestisce le attività di monitoraggio dei fenomeni sismici

-   fornisce il supporto tecnico alle strutture competenti dell’Amministrazione Regionale nell’organizzazione e gestione delle attività tecniche ed amministrative connesse all’applicazione della normativa in materia di rischio sismico

-   provvede alle procedure autorizzative in materia di coltivazione di cave e di miniere, con esercizio del potere di vigilanza, ed alla predisposizione della relativa programmazione territoriale

-   svolge ricerche e studi per la caratterizzazione delle zone del territorio regionale soggette a rischio valanghivo

-   gestisce le attività tecniche ed amministrative di verifica delle perimetrazioni delle aree a rischio in applicazione della normativa regionale in materia di ambiti inedificabili per valanghe e slavine

-   garantisce la redazione e l´emissione del bollettino valanghe

-   gestisce le attività funzionali al mantenimento ed aggiornamento del Catasto regionale delle valanghe, nell´ambito del Sistema Informativo Territoriale e in collaborazione con la competente struttura del Dipartimento territorio, ambiente e risorse idriche

-   gestisce le attività funzionali al mantenimento ed aggiornamento della Banca dati informatizzata dei ghiacciai valdostani, nell´ambito del Sistema Informativo Territoriale, in collaborazione con la competente struttura del Dipartimento territorio, ambiente e risorse idriche e con la Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur

-   svolge ricerche e studi attinenti le problematiche idrogeologiche in ambiente glaciale e periglaciale in coordinamento con la Cabina di regia dei ghiacciai

-   gestisce le attività di controllo e monitoraggio strumentale di situazioni legate al rischio glaciale e periglaciale in coordinamento con la Cabina di regia dei ghiacciai

-   provvede al rilascio di pareri tecnici per gli aspetti di natura nivologica e valanghiva nell’ambito di procedure valutative ed autorizzative in materia di impianti funiviari, piste da sci, commissioni valanghe, ecc.

-   collabora con le strutture del Dipartimento nelle attività di difesa del suolo per gli aspetti di competenza

-   gestisce e coordina le attività dei rilevatori AINEVA in funzione della redazione del bollettino regionale delle valanghe

-   gestisce le attività di pertinenza regionale nell’ambito dell’attività dell’Associazione interregionale AINEVA

-   provvede al rilascio di pareri tecnici per gli aspetti di natura geologica nell’ambito delle procedure valutative ed autorizzative in materia di valutazione di impatto ambientale, vincolo idrogeologico, inquinamenti e discariche, cimiteri, dighe e sbarramenti

 

Direzione urbanistica

-   organizza e garantisce l’applicazione delle norme regionali e nazionali in materia di urbanistica

-   organizza e garantisce l’attuazione del Piano territoriale e paesistico regionale attraverso i piani regolatori comunali

-   definisce gli indirizzi per l’attuazione della normativa urbanistica in regione da parte dei Comuni e svolge attività di supporto e di consulenza agli enti locali in materia di urbanistica e di applicazione del Piano territoriale e paesistico regionale

-   garantisce il raccordo tra le strutture regionali e nazionali in materia e la gestione dei programmi nazionali e comunitari in materia urbanistica

-   svolge attività di ricerca e divulgazione informazioni in materia urbanistica

-   provvede alla gestione delle procedure istruttorie previste dalla normativa urbanistica regionale finalizzate all’adozione degli atti di competenza della Giunta regionale

-   organizza e gestisce le procedure di istruttoria per l’approvazione degli strumenti urbanistici comunali e loro varianti

-   gestisce la procedure di istruttoria per l’approvazione delle deroghe urbanistiche

-   gestisce le procedure finalizzate all’approvazione delle cartografie degli ambiti inedificabili di cui alla legge urbanistica regionale in collaborazione con le strutture tecniche competenti per i diversi temi

-   verifica lo stato di attuazione della normativa urbanistica regionale per individuare le criticità applicative, per definire gli eventuali correttivi procedurali e interpretativi e per proporre l’adozione di modifiche normative, ove necessario

-   collabora con le strutture tecniche competenti per gli aspetti urbanistici nell’applicazione della normativa relativa agli ambiti regionali

-   provvede alle attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale e di informatizzazione degli strumenti urbanistici

 

Servizio gestione risorse e demanio idrico

-   provvede all’istruttoria e rilascio di autorizzazioni, concessioni, nulla osta e assensi, con esercizio del potere di controllo e vigilanza, per lo svolgimento di attività all’interno delle fasce fluviali, come previsto dalle normative vigenti

-   garantisce lo svolgimento delle attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l’esecuzione, la direzione e l’assistenza dei lavori e il collaudo delle opere acquedottistiche, igieniche e di depurazione delle acque reflue

-   rilascia concessioni, estrazioni e pulizia alvei e bacini, controllo estrazioni inerti da corsi d´acqua ai sensi del R.D. 523/1904 e della l.r. 37/94

-   provvede alla attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale

-   collabora nell’ambito degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale regionali per quanto riguarda la gestione e la tutela delle risorse idriche e dei corpi idrici regionali

 

Servizio opere idrauliche

-   garantisce e gestisce tutte le attività strutturali relative alla protezione del territorio regionale dalle piene dei corsi d´acqua principali regionali

-   provvede alla definizione delle esigenze di manutenzione, completamento ed integrazione dei sistemi di difesa esistenti dai fenomeni di piena dei corsi d´acqua principali in relazione al grado di rischio compatibile ed al loro livello di efficienza ed efficacia

-   provvede alla definizione di nuovi sistemi di difesa e/o controllo delle piene dei corsi d´acqua principali, ad integrazione di quelli esistenti e in relazione al grado di rischio compatibile da conseguire

-   garantisce lo svolgimento di tutte le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l´esecuzione, la direzione e l´assistenza dei lavori e il collaudo degli interventi di protezione dai fenomeni di piena dei corsi d´acqua principali

-   garantisce lo svolgimento di tutte le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l’esecuzione, la direzione e l’assistenza dei lavori e il collaudo degli interventi per la tutela, la salvaguardia e alla riqualificazione dei corsi d’acqua regionali principali, delle loro pertinenze e delle loro fasce fluviali

-   garantisce la gestione dei processi autorizzativi, di controllo e di vigilanza relativamente alla gestione e/o costruzione di dighe e sbarramenti

-   provvede alla attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale

-   collabora nelle attività inerenti la difesa del suolo per gli aspetti di competenza, nella verifica delle perimetrazioni delle aree a rischio idraulico proposte dai Comuni in applicazione della normativa regionale in materia di aree inedificabili per rischio idraulico, e nell’applicazione della normativa relativa alla delocalizzazione di immobili e di infrastrutture dalle aree a rischio idraulico e in generale di tutte le norme che richiedono valutazioni idrauliche

 

Servizio promozione progetti di pianificazione territoriale

-   organizza, indirizza e gestisce le attività tecniche ed amministrative per la promozione e la realizzazione di progetti di pianificazione territoriale

-   definisce gli indirizzi per l’attuazione del Piano territoriale e paesistico regionale attraverso lo svolgimento di attività di supporto, di consulenza, di formazione ed informazione alle strutture regionali e agli enti locali

-   organizza, indirizza e gestisce la realizzazione dei progetti e dei programmi integrati del Piano territoriale e paesistico regionale, in collaborazione con le strutture regionali competenti

-   provvede alle attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale

 

Servizio sistemazioni idrauliche e dei dissesti di versante

-   garantisce e gestisce tutte le attività strutturali relative alla protezione del territorio regionale dalle piene dei corsi d’acqua regionali secondari, dalle frane e dalle valanghe

-   provvede alla definizione delle esigenze di manutenzione, completamento ed integrazione dei sistemi di difesa esistenti dalle valanghe, dai dissesti di versante e dai fenomeni di piena dei corsi d’acqua secondari, in relazione al grado di rischio compatibile ed al loro livello di efficienza ed efficacia, e delle opere di controllo dei deflussi idrici naturali

-   provvede alla definizione di nuovi sistemi di difesa e/o controllo, ad integrazione di quelli esistenti e in relazione al grado di rischio compatibile da conseguire, dell’evoluzione dei fenomeni valanghivi, di instabilità e di dissesto dei versanti, delle piene dei corsi d’acqua secondari e dei deflussi idrici naturali

-   garantisce lo svolgimento di tutte le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l’esecuzione, la direzione e l’assistenza dei lavori e il collaudo degli interventi di protezione dalle valanghe e di sistemazione delle aree instabili e dei dissesti di versante, per la sistemazione dei corsi d’acqua secondari e per il controllo dei deflussi idrici naturali

-   provvede alla attività di raccolta e gestione dati di competenza nell’ambito del Sistema informativo territoriale regionale

-   collabora alla redazione dei pareri relativamente al rischio idrogeologico e valanghivo nell’ambito degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale regionali

-   gestisce ricerche e studi in materia di rischio geologico, propedeutici alla realizzazione di sistemi di monitoraggio strumentale e/o alla messa in opera di sistemi strutturali di difesa

-   provvede alla realizzazione, gestione e manutenzione dei sistemi di monitoraggio strumentale dei fenomeni franosi a al loro controllo a supporto della attività di protezione civile

-   gestisce e coordina le attività tecniche ed amministrative connesse all’applicazione della legge regionale n. 5/2001 in materia di finanziamenti per attività di prevenzione del rischio idrogeologico

-   fornisce il supporto geologico alle strutture dell’Amministrazione regionale nella predisposizione e controllo di atti di natura geologica, geotecnica ed idrologica

-   fornisce il supporto geologico-tecnico agli enti competenti in situazioni di emergenza e/o calamità naturale

 

Dipartimento Opere Pubbliche e Edilizia residenziale

1.     garantisce il funzionamento delle attività della struttura centrale di coordinamento ai sensi della normativa regionale in materia di lavori pubblici ed in particolare:

- gestisce l’attuazione delle leggi regionali in materia di lavori pubblici

- svolge attività di supporto in materia di appalti di lavori, servizi e forniture per stazioni appaltanti

- cura l´acquisizione dei dati, la redazione e la pubblicazione del notiziario semestrale dei lavori pubblici

- esercita le funzioni di sezione regionale dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici

- fornisce supporto a tutte le stazioni appaltanti in merito agli adempimenti di legge richiesti dall’Autorità centrale

2.     provvede all’accettazione ed archiviazione denunce cemento armato semplice, precompresso e strutture metalliche

3.     provvede ad esperire le gare di appalto dei lavori, forniture e servizi pubblici dell’assessorato

4.     gestisce le gare di affidamento degli incarichi professionali attinenti all’ingegneria e all’architettura relativi all’Assessorato e predispone gli avvisi preliminari degli incarichi per l’intera amministrazione

5.     gestisce l´autorizzazione ai subappalti di tutto il Dipartimento

6.     provvede alla verifica di tutti i progetti relativi a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni da effettuare nelle zone sismiche;

7.     rilascia l´autorizzazione ad iniziare i lavori nelle località classificate sismiche;

8.     emette provvedimenti motivati con i quali viene ordinata ai soggetti competenti l´eventuale sospensione dei lavori;

9.     cura l´esecuzione d´ufficio degli eventuali interventi disposti dal Giudice in caso di inottemperanza alla normativa

 

Direzione opere edili

-   collabora alla programmazione dei lavori inerenti all’edilizia scolastica, sanitaria, infrastrutturale, industriale, sportiva, pubblica e ne gestisce la progettazione e la realizzazione

-   provvede al rilascio di pareri e all’erogazione di finanziamenti previsti dalle norme di settore

-   gestisce il ciclo completo di realizzazione di lavori pubblici di iniziativa regionale nei settori di edilizia scolastica e pubblica, di edilizia sanitaria, industriale ed infrastrutturale, di edilizia sportiva

-   Provvede alla realizzazione diretta di opere pubbliche per conto di enti locali

-   Gestisce la procedura operativa FOSPI per opere di edilizia

-   Gestisce l’attività istruttoria di progetti di iniziativa di altri enti

-   Eroga i contributi in occasione del verificarsi di eventi calamitosi

-   Esegue il monitoraggio dei lavori e dei procedimenti amministrativi di competenza

-   provvede alle forniture necessarie al funzionamento degli impianti tecnologici degli stabili di proprietà dell’amministrazione ed a monitorare la conduzione degli impianti medesimi

-   programma ed esercita il monitoraggio degli interventi

 

Direzione opere stradali

-   Gestisce il ciclo di realizzazione di lavori pubblici di iniziativa regionale nel settore delle costruzioni stradali

-   Garantisce la realizzazione diretta di opere pubbliche per conto degli enti locali

-   Gestisce la procedura operativa FOSPI per opere stradali, riqualificazioni urbane e spazi di sosta

-   Provvede alle istruttorie su progetti di iniziativa di altri enti

-   Pianifica e programma interventi nel settore opere stradali

-   Esegue il monitoraggio dei lavori e dei procedimenti amministrativi di competenza

-   Fornisce il supporto tecnico nell’attuazione di interventi di ripristino sulla rete stradale regionale e comunale a seguito di eventi calamitosi

-   Gestisce l´attuazione delle leggi regionali specifiche per l´adeguamento di strade

-   Provvede all’esecuzione con attrezzature e personale dell’Assessorato degli interventi manutentivi, su strade locali, aventi caratteristiche di urgenza e frammentarietà

 

Direzione programmazione e valutazione investimenti

-   svolge funzioni di struttura organizzativa e di supporto al NUVVOP, per l’esercizio delle funzioni di competenza del nucleo medesimo, ai sensi dell’art. 24 della legge regionale 48/95 così come modificato dalla l.r. n. 31/2005, e collabora con le altre strutture regionali interessate al funzionamento del NUVV

-   cura la definizione delle modalità di presentazione e valutazione delle proposte di interventi locali ai fini della formazione dei programmi FoSPI, e provvede con l’ausilio del NUVVOP alla valutazione e gerarchizzazione degli interventi nonché al monitoraggio e alla valutazione in itinere e a posteriori degli interventi finanziati

-   cura, con l’ausilio del NUVVOP, la programmazione ed il monitoraggio delle opere di rilevante interesse regionale di cui al capo secondo della l.r. n. 21/2004

-   cura la definizione, con l’ausilio del NUVVOP e d’intesa con i settori interessati, delle fasi di programmazione dei piani di cui all’art. 24 della legge regionale 48/95 così come modificato dalla l.r. n. 31/2005

-   assicura il supporto nella formazione ed attuazione di piani e programmi di interesse di enti locali e provvede alla gestione finanziaria ed al monitoraggio dei piani e programmi medesimi.

 

Direzione viabilità

-   Collabora alla programmazione dei lavori inerenti alle infrastrutture stradali regionali

-   Provvede al rilascio di pareri e all’erogazione di finanziamenti previsti dalle norme di settore

-   Garantisce la programmazione, progettazione ed esecuzione di interventi manutentori sulla rete stradale classificata regionale

-   Garantisce la programmazione, organizzazione e il controllo delle attività del personale preposto alla sorveglianza della rete stradale e alla conduzione dei mezzi operativi

-   Provvede all’istruttoria operativa ed al rilascio di autorizzazioni e concessioni

-   Provvede al monitoraggio dei lavori e dei procedimenti amministrativi di competenza

-   Predispone i rilievi topografici a fini espropriativi

 

Servizio edilizia residenziale

-   provvede alla programmazione, al monitoraggio e controllo degli interventi di edilizia residenziale pubbliche ed esercita la vigilanza nell’attività dell’ARER e dei soggetti operanti nel settore

-   gestisce le provvidenze riguardanti la delocalizzazione di immobili ai sensi della L.R. 11/2002

 

Servizio investimenti pubblici

-   collabora, con le altre strutture regionali interessate, alla ricostruzione del NUVV (Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Valle d’Aosta, di cui alla l.r. 48/1995 e successive modificazioni, art. 24), secondo le indicazioni della l.r. n. 31 del 2005, art. 2, che articola il NUVV stesso in NUVVOP (Nucleo di valutazione e verifica delle opere pubbliche) e NUVAL (Nucleo di valutazione dei programmi e finalità strutturale)

-   cura la tenuta dei rapporti del NUVV della Valle d’Aosta con i competenti organismi statali e con la rete nazionale dei NUVV, ai fini:

a.   del cofinanziamento statale destinato al NUVV della Valle d’Aosta,

b. dell’alimentazione del “Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici” (Mip) istituito presso il Cipe,

c.  della condivisione e della diffusione di risorse metodologiche e informative con gli altri NUVV

-   cura l’allestimento della mappatura delle opere pubbliche programmate, ai fini della formazione – con riferimento ai piani e programmi di competenza dell’Assessorato - di strumenti di programmazione negoziata con gli enti locali, caratterizzati da specifici obiettivi di promozione di sviluppo locale

 

 

Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali

Dipartimento risorse naturali e corpo forestale

Direzione foreste

-   garantisce e gestisce tutte le attività finalizzate alla conservazione e al miglioramento del patrimonio boschivo

-   svolge attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l´esecuzione, la direzione e l´assistenza ai lavori, il collaudo dei lavori di miglioramento delle aree forestali finalizzati alla difesa del suolo, alla regimazione delle acque, alla valorizzazione dell’ambiente naturale e delle sue risorse

-   provvede all’acquisizione di dati e di conoscenze statistiche, alla pianificazione forestale e relative cartografie

-   svolge le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, esecuzione ed assistenza dei lavori, collaudo degli interventi di realizzazione e manutenzione delle infrastrutture viarie e difensive della foresta

-   provvede alla formulazione di pareri e autorizzazioni connessi con la copertura boschiva (l.r. 11/1998 art. 33)

-   garantisce l´applicazione del vincolo idrogeologico (R.D. 3267/1923) in collaborazione con il Corpo forestale della Valle d´Aosta

-   provvede alla redazione del piano lavori del settore di competenza e collabora alla redazione del piano regionale dei lavori pubblici

-   garantisce l’operatività degli addetti forestali della propria struttura, la formazione professionale, la sicurezza e igienicità dei posti di lavoro

-   gestisce il parco automezzi della Direzione foreste e del Corpo Forestale della Valle d´Aosta

 

Direzione sistemazioni montane e infrastrutture

-   garantisce e gestisce attività finalizzate alla conservazione e valorizzazione della rete sentieristica regionale

-   provvede agli interventi di manutenzione della viabilità escursionistica

-   gestisce le procedure FOSPI - PSR (Piano di Sviluppo Rurale) relative alla sentieristica

-   definisce con gli Enti locali i programmi di intervento relativi alla manutenzione del territorio montano e di difesa del suolo da attuarsi in amministrazione diretta con i cantieri forestali

-   garantisce lo svolgimento di tutte le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l’esecuzione, la direzione e l’assistenza dei lavori e il collaudo degli interventi in economia diretta di manutenzione del territorio montano (sistemazioni idrauliche, di versante e per la difesa dalle valanghe), nell’ambito dei programmi di difesa del suolo stabiliti con la competente struttura dell’Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche

-   collabora con la competente struttura dell’Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche nella definizione dei programmi di intervento per la difesa del suolo

-   svolge le attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, esecuzione, direzione e assistenza dei lavori, collaudo degli interventi di realizzazione e manutenzione degli immobili destinati all’attività operativa del settore forestale

-   provvede alle attività di raccolta, gestione dati e produzione cartografica nell’ambito delle competenze del Dipartimento (selvicoltura, antincendi boschivi, viabilità forestale-agricola, sentieristica, sistemazioni idrauliche, paravalanghe, fauna, riserve, ecc) per il Sistema Informativo Territoriale Regionale (S.I.T.R.)

-   gestisce il magazzino, l´officina meccanica, i laboratori e i relativi automezzi del settore cantieristico

-   provvede alla concessione di contributi per interventi finalizzati alla difesa del suolo (l. r. n. 67/1992)

 

 

Regione Piemonte  www.regione.piemonte.it/index.htm

 

Gli organi della Regione Piemonte sono la Giunta Regionale, presieduta dal Presidente della Regione, ed un Consiglio Regionale. Attualmente, la Regione Piemonte  conta i seguenti assessorati

·        Presidenza (PRE) - Politiche istituzionali, relazioni internazionali, coordinamento delle politiche comunitarie, cooperazione internazionale e politiche per la pace, comunicazione, coordinamento ed indirizzo degli enti strumentali, delle agenzie e delle società partecipate, coordinamento interventi post-olimpici, coordinamento interassessorile delle politiche del volontariato.

·        Vice Presidenza della giunta - Attività produttive (industria, artigianato, attività estrattive), bilancio e finanze, patrimonio, personale e sua organizzazione, controllo di gestione, cooperazione.

·        Tutela della salute e Sanità, programmazione socio-sanitaria di concerto con l'Assessore al Welfare.

·        Università, ricerca, politiche per l'innovazione e l'internazionalizzazione, telecomunicazioni, e-government, interventi per la ristrutturazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare delle Aziende sanitarie regionali e per l'innovazione nella sua gestione di concerto con l'assessore alla sanità, costituzione dell'Agenzia per le Opere Pubbliche del Piemonte.

·        Trasporti, infrastrutture.

·        Commercio e fiere, polizia locale, promozione della sicurezza, protezione civile.

·        Politiche territoriali (urbanistica, pianificazione territoriale, edilizia residenziale), beni ambientali, concertazione con l'Assessore al Welfare in merito alle politiche sociali per la casa, programmazione, statistica.

·        Ambiente, parchi e aree protette, risorse idriche, acque minerali e termali, energia.

·        Federalismo, decentramento e rapporti con enti locali, semplificazione amministrativa, legale e contenzioso, rapporti con il Consiglio regionale.

·        Turismo, sport, impianti di risalita, pari opportunità.

·        Welfare, lavoro, immigrazione, emigrazione, politiche per la casa, cooperazione sociale, programmazione socio-sanitaria di concerto con l'Assessore alla Sanità, concertazione con l'Assessore alle Politiche territoriali in merito alle politiche sociali per la casa.

·        Cultura, patrimonio linguistico e minoranze linguistiche, politiche giovanili, Museo Regionale di Scienze Naturali.

·        Istruzione, formazione professionale.

·        Sviluppo della montagna e foreste, opere pubbliche, difesa del suolo.

·        Agricoltura, tutela della fauna e della flora.

 

Evidentemente la regione Piemonte deve tutelare l’ambiente (Emissioni e qualità dell'aria; bonifiche siti inquinati; compatibilità ambientale e procedure di VIA; educazione, tutela e recupero ambientale; energia; rifiuti; elettromagnetismo; rischio industriale e nucleare; rumore), pianificare la difesa del suolo (Piano stralcio per l'assetto idrogeologico, piccole dighe e invasi collinari, catasto delle opere di difesa idrauliche ) e gestire le risorse idriche (Profilo storico, idroesigenza, conoscenze acque superficiali e sotterranee, servizio idrico integrato, piano di tutela delle acque, piano direttore risorse idriche, zone vulnerabili): il sito della regione fornisce informazioni su tali argomenti. In particolare si riassumono a seguire gli aspetti e le informazioni ritenute più importanti.

 

Per ciò che concerne la prevenzione dei rischi naturali invece la regione Piemonte affida l’incarico ad ARPA Piemonte (informazioni disponibili sul sito di ARPA Piemonte)

 

Per quanto attiene al ruolo assegnato alle regioni dal d.lgs. 112/1998, la Regione Piemonte ha adottato la legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e s.m.i.

 

La Direzione Difesa del suolo svolge anche in questo settore le funzioni di capofila per la Regione Piemonte, unitamente alla Direzione Risorse Idriche.

 

La Direzione Difesa del suolo partecipa inoltre alle attività di definizione dei criteri per l'utilizzo e la gestione delle aree demaniali nelle in seno all'Autorità di bacino del fiume Po.

 

Le funzioni istruttorie sulle istanze di concessione relative all'occupazione e agli utilizzi delle aree demaniali e delle pertinenze fluviali sono invece svolte dai Settori decentrati Opere pubbliche e difesa assetto idrogeologico, ai quali compete anche l'istruttoria tecnica in qualità di autorità idraulica per le istanze relative al reticolo idrografico di competenza regionale, mentre per quanto riguarda il reticolo dell'Agenzia Interregionale per il Po l'istruttoria tecnica delle istanze ritenute procedibili dai predetti Settori decentrati è svolta dagli uffici dell'Agenzia. I provvedimenti di concessione relativi all'occupazione e agli utilizzi delle aree demaniali e delle pertinenze fluviali sono di competenza dei Settori decentrati Opere pubbliche e difesa assetto idrogeologico per l'intero territorio della Regione Piemonte, in attesa del perfezionamento della gerarchizzazione del reticolo idrografico prevista dalla L.R. 44/2000.

 

A norma dell'art. 89 del d.lgs. 112/1998 risultano conferite alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni inerenti la tutela e la gestione dei corsi d'acqua:

1.    la progettazione, realizzazione e gestione di tutte le opere idrauliche

2.    le dighe

3.    ai compiti di polizia idraulica e di pronto intervento alle diverse concessioni d'uso del demanio idrico: estrazione di materiali; spiagge, superfici e pertinenze lacuali e fluviali; pertinenze idrauliche;

4.    alla polizia delle acque

5.    alla gestione del demanio idrico, comprese tutte le funzioni relative alle derivazioni di acqua pubblica, alla ricerca, estrazione e utilizzazione delle acque sotterranee, alla tutela del sistema idrico sotterraneo, nonché alla determinazione dei canoni di concessione e all'introito dei relativi proventi;

6.    alla nomina di regolatori per il riparto delle disponibilità idriche dei corsi d'acqua

 

 

Area tematica: Ambiente difesa del suolo e risorse idriche – La difesa del suolo -  www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/suolo/index.htm

 

I dati storici del periodo 1800-2000 documentano che il Piemonte è colpito in media ogni 2 anni da danni dovuti alla sottovalutazione dei rischi naturali, ed in questo gioca anche la conformazione geomorfologica, caratterizzata dalla presenza di aree collinari e montane che costituiscono circa il 73% del territorio. Su queste si concentrano i rischi di dissesto, mentre le aree di fondovalle o di pianura - fortemente urbanizzate ed attraversate da infrastrutture e reti di comunicazioni - risentono dei rischi da alluvione dovuti all'esteso reticolo idrografico che comprende circa il 36% dell'intero reticolo afferente al bacino del Po.

 

Lo strumento di programmazione degli interventi di difesa del suolo è il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), che collega la programmazione delle opere piemontesi al più ampio contesto del bacino idrografico del Po. Il PAI si caratterizza come piano in continuo aggiornamento, con l'inserimento di varianti che ne completano la programmazione. Altro elemento peculiare del PAI, per il Piemonte, è la possibilità di adattarlo nel tempo alle indicazioni di maggior dettaglio che derivano dai Piani territoriali di coordinamento provinciale e dai Piani regolatori comunali.

 

I principali campi d'intervento della direzione Difesa del suolo sono caratterizzati da:

·         supporto tecnico alle funzioni istituzionali di Regione capofila per la materia "difesa del suolo" nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni;

·         partecipazione al processo di elaborazione, consultazione ed adozione degli strumenti di pianificazione di bacino: PAI e sue varianti, Direttive, pareri assunti negli organi tecnici dell'Autorità di bacino;

·         verifiche di congruità con il PAI dei Piani e dei progetti degli Enti locali territoriali;

·         programmazione e finanziamento delle opere di difesa e degli interventi di manutenzione, anche con il supporto dell'Agenzia Interregionale per il Po (AIPO);

·         monitoraggio degli interventi finanziati e catasto delle opere di difesa attuate;

·         promozione di studi sui rischi idrogeologici del territorio e acquisizione di dati sul dissesto;

·         gestione della la materia inerente le dighe e i bacini di accumulo di competenza regionale ai fini della prevenzione del rischio.

 

Qualunque sia il campo d'intervento, non va dimenticato però che in materia di difesa del suolo si ottengono risultati solo con il concorso dei molti soggetti pubblici che hanno competenze tra loro complementari, quali: lo Stato, l'Autorità di bacino del Po, la Regione, l'Agenzia Interregionale per il Po (AIPO), gli Enti locali territoriali.Per questa ragione l'obiettivo strategico sotteso a tutte le azioni possibili è quello di privilegiare il massimo coordinamento e la condivisione dei risultati.

 

La Regione Piemonte ha svolto, fino alla scorsa legislatura, le funzioni di regione capofila nell'ambito della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome nonché della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome e della Conferenza Unificata per quanto attiene l'ambiente e la difesa del suolo.La Direzione Difesa del suolo è stata la struttura competente, a livello tecnico, per la Regione Piemonte per le funzioni di coordinamento relative alla materia di competenza.

 

La Regione ha assunto il ruolo di riferimento tra l'Autorità di Bacino, le province e gli enti locali, divenendo l'elemento di congiunzione tra le direttive generali e le realtà territoriali.

 

Sul piano più generale quindi il Settore si occupa dell’applicazione del PAI in ambito locale e del suo aggiornamento a livello di Autorità di bacino; svolge istruttorie in merito agli aspetti idraulici affrontati nell'ambito dei piani regolatori proprio nella fase di adeguamento al PAI, per i corsi d'acqua classificati di seconda e terza categoria ai sensi del R.D. 523/04. Verifica inoltre la conformità al Piano dal punto di vista normativo e tecnico degli interventi sottoposti a valutazione di impatto ambientale, propone progetti e interventi in sede di Sottocommissione tecnica dell'Autorità di bacino, quando questi riguardino aree soggette alla normativa di Piano, fornisce supporto nelle fasi preliminari alla redazione di studi sul territorio promossi dell'Autorità di bacino, partecipa attivamente nella stesura di direttive su argomenti specifici che riguardano l'ambito fluviale, promuove studi su argomenti di carattere idraulico, implementa parte del Sistema informativo regionale con la gestione e la raccolta dei dati per il catasto delle opere di difesa e promuove il servizio di consultazione di tutto ciò che riguarda il PAI.

 

Ulteriori informazioni sono reperibili su: www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/pianificazione/pai.htm

mentre la visualizzazione del PAI è possibile alla seguente pagina http://gis.regione.piemonte.it/disuw/

 

Un altro utile strumento per la conoscenza ai fini della previsione e prevenzione è il SICOD (www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/pianificazione/sicod.htm), il Catasto delle Opere di Difesa. Tale sistema è stato realizzato in collaborazione con il CSI Piemonte alla fine del 1999, ed attualmente archivia informazioni su oltre 10000 opere censite, sulla base dei progetti approvati dalla Conferenza dei Servizi e soprattutto dei sopralluoghi effettuati dal gruppo di lavoro ad esso dedicato. Il Sistema Catasto Opere di Difesa è stato riconosciuto dalla Regione con DGR n. 47-4052 del 1 ottobre 2001 e costituisce un primo nucleo di informazioni che, mosaicate con altri dati di cui la Regione dispone, offrono un valido supporto alle attività preliminari di pianificazione. Si tratta di un sistema che raccoglie, organizza e gestisce informazioni relative alle opere di difesa, siano esse opere idrauliche o di versante. Il suo obiettivo è quello di fornire lo scenario di ciò che è stato o verrà realizzato e di come le opere interagiscono con il territorio. Attualmente il Catasto distingue 26 tipologie di opere tra idrauliche e di versante.

 

Il Settore Difesa Assetto Idrogeologico, nel quadro delle attività della Direzione, è chiamato a svolgere alcune attività di carattere generale:

·         attività inerenti la programmazione degli interventi di difesa, anche con il supporto dei Settori Decentrati OO.PP. e Difesa Assetto Idrogeologico, con i fondi previsti dalle seguenti leggi: L.R. 54/75, L. 267/98, nonché con fondi CIPE per l'attuazione dell'Intesa Istituzionale di Programma tra Governo e Regione Piemonte;

·         attività inerenti il controllo e gli indirizzi per l'individuazione delle iniziative e degli interventi in materia di difesa del suolo, per quanto attiene in particolare alla sistemazione idrogeologica ed idraulica;

·         attività di carattere preventivo e di accertamento degli stati di dissesto.

Più in particolare, il Settore Difesa Assetto Idrogeologico predispone gli atti relativi alla gestione tecnico-amministrativa e finanziaria degli interventi, anche con l'ausilio di un sistema informativo (Banca dati Pratiche), definendo altresì il Bilancio di Direzione.

 

Nel quadro delle competenze sopra richiamate, il Settore gestisce, inoltre, la Conferenza dei Servizi, istituita presso la Direzione; cura i rapporti della Regione Piemonte con l'AIPO per quanto attiene alla programmazione degli interventi di competenza di quest'ultima, e con l'Autorità di Bacino per quanto attiene le programmazioni che rivestono importanza alla scala di bacino.

Il Settore Difesa Assetto Idrogeologico, nel corso degli ultimi anni, ha stipulato alcune convenzioni, con il CNR-Irpi e con il Politecnico di Torino - Dipartimento di Idraulica, grazie alle quali sono stati avviate attività di ricerca in campo idraulico e idrogeologico.

 

Inoltre, il Settore ha sempre mantenuto contatti stretti con il Servizio Nazionale Dighe e i referenti dei settori degli invasi delle altre Regioni. La Regione Piemonte si è fatta promotrice degli incontri con le altre Regioni per la definizione del Registro Italiano Dighe (R.I.D.), nuovo organismo di natura mista Stato-Regioni, che ha sostituito nel 2003 il Servizio Nazionale Dighe, ormai sciolto.

 

Area tematica: Montagna, foreste e tutela del paesaggio - www.regione.piemonte.it/sez_tem/montagna/montagna.htm

 

Area tematica: Opere Pubbliche - www.regione.piemonte.it/sez_tem/oopp/oopp.htm

L'attività della Direzione Regionale Opere pubbliche è ormai da tempo finalizzata alla modernizzazione dei settori di sua competenza - Opere Pubbliche, Pronto Intervento, settori decentrati OO.PP. e assetto idrogeologico competenti per territorio - attraverso la realizzazione un sistema informativo capillare, che interessi sia i processi di sviluppo dei progetti previsti, sia l'aggiornamento tecnologico degli strumenti.La Direzione Opere Pubbliche oltre ad aver coordinato la redazione e la pubblicazione dei Prezzi di riferimento per opere e lavori pubblici nella Regione Piemonte, si propone come attivo interlocutore degli enti appaltanti, grazie all'istituzione dell'Osservatorio Regionale dei Lavori Pubblici, soprattutto nell'affrontare gli adempimenti previsti dalla Legge 109/94. Inoltre la Direzione coordina tutte le fasi di ricognizione, accertamento, finanziamento e successiva realizzazione, inerenti le ricostruzioni conseguenti agli eventi calamitosi in Piemonte.

In particolare in tale sezione del sito sono disponibili le pagine relative agli eventi calamitosi in Piemonte (Programmi e processi di sviluppo degli interventi ricostruttivi e delle azioni volte alla mitigazione del rischio idrogeologico e sismico):

www.regione.piemonte.it/oopp/alluvione/alluvionali.htm In questo capitolo sono indicate tutte le iniziative intraprese a salvaguardia della pubblica incolumità, della sicurezza delle infrastrutture pubbliche, della tutela del patrimonio edilizio privato e produttivo, in conseguenza di fenomeni alluvionali e di dissesti idrogeologici. E’ altresì disponibile la documentazione per la richiesta di contributo per risarcimento danni.

 

Per ciò che concerne gli eventi sismici è riportata la riclassificazione dei comuni piemontesi in funzione dell’Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003.

 

 

S

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Servizio Meteomont  www.sian.it/infoMeteo

 

Il Servizio Meteomont è l'organizzazione del Comando Truppe Alpine che, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare ed attraverso il monitoraggio dei parametri meteonivologici sul territorio di interesse, garantisce una adeguata copertura di sicurezza dai rischi di eventi valanghivi ai reparti alpini che si addestrano ed operano nell'ambiente montano innevato.

 

 

Sindaco

 

Nell'ordinamento italiano il sindaco è l'organo monocratico a capo del governo di un comune, talora informalmente denominato anche primo cittadino. Secondo l'art. 36 del D.Lgs. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) il sindaco è uno degli organi di governo del comune, assieme alla giunta comunale e al consiglio comunale.

 

Secondo l'art. 46 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco è eletto dai cittadini residenti nel comune a suffragio universale e diretto ed è membro di diritto del consiglio comunale.

 

Secondo l'art. 55 del D.Lgs. 267/2000 sono eleggibili a sindaco gli elettori di un qualsiasi comune della Repubblica che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione. Quindi può essere eletto sindaco di un comune anche chi non risiede nel comune stesso.

 

In base agli art. 71 e 72 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco è eletto contestualmente all'elezione del consiglio comunale.

 

L'art. 51 del D.Lgs. 267/2000 fissa la durata in carica del sindaco in cinque anni, come il consiglio comunale. Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile. Secondo l'art. 52 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco e la giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio comunale. La mozione deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri (senza computare a tal fine il sindaco). Se la mozione è approvata, il consiglio viene sciolto e, in attesa dell'elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco, viene nominato un commissario al quale è affidata l'amministrazione del comune.

 

Lo stesso principio trova applicazione anche nel successivo art. 53, laddove prevede che, in caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio.

 

Secondo l'art. 46 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco nomina i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco, e può in ogni momento revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio.

 

Secondo l'art. 50 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione del comune; rappresenta l'ente; convoca e presiede la giunta, nonché il consiglio comunale quando non è previsto il presidente del consiglio; sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti; esercita le funzioni che gli sono attribuite dalle leggi, dallo statuto e dai regolamenti; sovrintende all'espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al comune; esercita le altre funzioni attribuitegli quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge e, in particolare, adotta le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale; nomina i responsabili degli uffici e dei servizi; attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna; provvede, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni.

 

Il sindaco, oltre che organo del comune è, al contempo, organo locale dello Stato; quando agisce in tale veste, si dice che agisce quale ufficiale del Governo.

 

Secondo l'art. 54 del D.lgs 267/2000 il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovraintende:

§                     a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;

§                     b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;

§                     c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge;

§                     d) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il prefetto.

 

Inoltre, secondo lo stesso articolo, il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica. I presupposti per l'adozione di tali provvedimenti (detti ordinanze contingibili e urgenti) sono, da un lato, l’impossibilità di differire l’intervento ad altra data, in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente (urgenza) e, dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione (contingibilità).

 

Nell'ambito dei suddetti servizi, il prefetto può disporre ispezioni per accertare il regolare funzionamento degli stessi. Ove il sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai relativi compiti, il prefetto può nominare un commissario per l'adempimento delle funzioni stesse.

 

Il sindaco, previa comunicazione al prefetto, può delegare l'esercizio delle funzioni di ufficiale del Governo, esclusa l'emanazione delle ordinanze contingibili ed urgenti, al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano costituiti gli organi di decentramento comunale, il sindaco può conferire la delega ad un consigliere comunale per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni (il cosiddetto prosindaco).

 

Secondo l'art. 1 del R.D. 733/1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) il sindaco è autorità locale di pubblica sicurezza, nei comuni dove manca il capo dell'ufficio di pubblica sicurezza del luogo.

 

Nell'esercizio delle sue funzioni il sindaco adotta provvedimenti amministrativi, solitamente in forma di ordinanza o di decreto. Va tuttavia rammentato che, in virtù del principio di separazione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di gestione, i provvedimenti del sindaco, come quelli degli altri organi politici, non possono invadere l'ambito delle funzioni di gestione, riservate ai dirigenti (o, nei comuni minori, ai funzionari che ne esercitano le funzioni), salve le eccezioni espressamente previste dalla legge.

 

 

Soccorso Alpino (C.N.S.A.S.)  www.cnsas.it/

 

Il CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO e SPELEOLOGICO è l’ente preposto, preparato e specializzato per il soccorso in montagna.

 

IL CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO (C.N.S.A.S.), struttura operativa del Club Alpino Italiano (C.A.I.) dotata di ampia autonomia funzionale, organizzativa e patrimoniale, provvede, nell' ambito delle competenze attribuite dalla Legge 26 gennaio 1963 n. 91 e successive modificazioni, alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nell' esercizio delle attività alpinistiche escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati o dei pericolanti e al recupero dei caduti.

 

Il C.N.S.A.S. è servizio di pubblica utilità come indicato nella Legge 21 marzo 2001 n. 74 ed è struttura nazionale operativa del servizio nazionale della Protezione Civile di cui alla Legge 24 febbraio 1992 n. 225. Il C.N.S.A.S. è una libera associazione nazionale, apolitica, apartitica e senza fini di lucro. La Sede dell'Associazione è fissata presso la Sede Legale del Club Alpino Italiano a Milano.

 

Finalità

Le finalità del C.N.S.A.S. sono: - contribuire alla vigilanza ed alla prevenzione degli infortuni nell'esercizio delle attività connesse all'ambiente montano e delle attività speleologiche.

- soccorrere in tale ambito gli infortunati, i pericolanti ed i dispersi e recuperare i caduti, anche in collaborazione con Organizzazioni esterne.

- concorrere al soccorso in caso di calamità, anche in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali.

 

Organi Centrali

Sono Organi Centrali del C.N.S.A.S. l'Assemblea Nazionale, il Presidente Nazionale, il Consiglio Nazionale, il Collegio dei Revisori dei Conti ed il Collegio dei Probi Viri.

 

Organizzazione Regionale o Provinciale

L'Organizzazione del C.N.S.A.S. è articolata in Servizi Regionali o Provinciali di Soccorso Alpino e Speleologico costituiti, ove necessari, uno per ciascuna Regione o Provincia Autonoma dello Stato italiano, su proposta del Consiglio Nazionale e dopo l'approvazione dell'Assemblea Nazionale.

 

 

Soccorso Alpino Valdostano

 

Il compito di gestire ed organizzare il servizio di soccorso in montagna nel territorio della Regione Autonoma Valle d'Aosta è demandato dalla legge regionale istitutiva al Soccorso Alpino Valdostano.

Nell'ambito dell'attività della Direzione regionale Protezione Civile, il Soccorso Alpino Valdostano predispone un servizio di pronto intervento tecnico e di ascolto radiotelefonico 24 ore su 24. Detta attività presso il Centro Operativo Regionale della Protezione Civile (C.O.R.), con elicottero a disposizione, è assicurata da circa 70 operatori del Soccorso Alpino Valdostano: guide alpine e cinofili.

 

Stazioni del Soccorso Alpino Valdostano

La struttura del Soccorso Alpino Valdostano prevede l'esistenza di tredici Stazioni di soccorso, ubicate in località geograficamente significative del territorio regionale, supportate dal Centro Operativo della Protezione Civile, sito presso l'aeroporto di Saint-Christophe, a pochi km da Aosta.

La dislocazione pianificata delle Stazioni, distribuite nelle località maggiori delle vallate laterali, consente di intervenire celermente anche in quelle zone periferiche dove le condizioni operative risultano normalmente difficili a causa della quota, spesso superiore a 3000 m , e delle avversità ambientali, qualora l'azione del nucleo di pronto intervento elitrasportato non sia possibile o sia insufficiente.

 

 

V

 

(A_C_E_F_M_P_R_S_V)

 

Vigili del fuoco

 

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile

www.vigilfuoco.it/

 

Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco

www.regione.vda.it/protezione_civile/vigilidelfuoco/default_i.asp

 

Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Piemonte

www.vfpiemonte.it/index.html

 

 

-